Banner sito jpeg

L'unico movimento del e per il popolo italiano!

Giorgio Pisanò.

“L’importanza storica-politica di Giorgio Pisanò consiste nell’aver capito che il tempo del M.S.I., come partito di raccolta della maggioranza dei fascisti nel dopoguerra, era finito e che iniziava un nuovo tempo della storia del Fascismo: il ritorno di un partito dichiaratamente fascista sulla scena della politica italiana. Un partito, per dirla con Berto Ricci, che coniugasse il Fascismo, cioè l’amore per la propria Patria e per la giustizia sociale, con la Libertà.
Qualcuno erroneamente l’ha definito un “nostalgico”. Non lo fu. La sua visione anzi anticipava i tempi. Potremmo definirlo forse un nostalgico dell’avvenire.”

Continue Reading

Leggendo la storia si scopre che la sinistra, fatte le debite eccezioni, si è segnalata quasi sempre per la sua ostilità nei confronti dell’Italia, degli italiani e dell’italianità. Questa sinistra ha proclamato e diffuso l’idea di Marx secondo cui “la patria non esiste, la patria è un’invenzione”, ha boicottato la guerra del 1915-1918, ha aggredito ed insultato reduci della Grande Guerra, ha combattuto contro le unità nazionali in Spagna.
Questa sinistra ha tradito l’Italia nel secondo conflitto mondiale, ha provocato una guerra civile, ha partecipato con i propri partigiani alla pulizia etnica delle foibe, ha appoggiato la cessione della Dalmazia e della Venezia Giulia, ha denigrato ed emarginato i profughi italiani, ha concesso spropositati privilegi ai germanofoni dell’Alto Adige.
Questa sinistra si è asservita all’URSS, potenza straniera nemica dell’Italia, ha spedito il proprio personale politico ad indottrinarsi a Mosca, ha fatto affari e ricevuto finanziamenti con e dai paesi comunisti, ha formato un proprio esercito clandestino con l’appoggio sovietico.
Questa sinistra, impadronendosi della scuola, dell’università e dei media, ha sistematicamente svilito la storia d’Italia, ha preteso di cancellare tutta una storia nazionale tre volte millenaria per ripartire da zero dal ’45, ha ricalcato le orme di Gramsci e di Gobetti per condannare il Risorgimento e l’Unità, ha visto nascere dalle proprie costole movimenti secessionisti o ne ha ricercato l’alleanza.
Questa sinistra si è aggiogata al carro della UE, ha voluto sottomettere per intero l’Italia alle direttive di Bruxelles con il ritornello “l’Europa ci chiede”, ha svuotato ciò che rimaneva dello stato nazionale per farlo scomparire in un organismo giuridico non più italiano ma solo “europeo”.
Questa sinistra, caduta l’URSS, ha fatto del globalismo la propria bandiera ed ha trasferito a questa nuova ideologia il carico di ostilità all’Italia, agli italiani ed all’italianità che trascina con sé da più di un secolo. Essa ha assistito silenziosa alla devastazione dell’economia nazionale ed al suo saccheggio da parte di stranieri in conseguenza dell’applicazione in Italia di quello che UE, BCE ed altre targhe consimili hanno richiesto. Essa ha importato ed importa milioni di stranieri in Italia, dando loro condizioni oggettive di privilegio, mentre al contempo centinaia di migliaia di italiani fuggivano all’estero per ragioni lavorative ed altri milioni di italiani si trovano in condizioni di estrema povertà e disoccupazione.
Questa sinistra ancora oggi, anzi oggi più che mai, rifiuta l’idea stessa di nazione italiana e la esecra, prefiggendosi in modo ormai aperto e dichiarato di volerla cancellare attraverso una programmata sostituzione etnica.

Continue Reading

Gianni Scarpa e lo stabilimento fascistissimo: voi siete più ridicoli di lui

Diversi anni fa il comico italiano Corrado Guzzanti prendeva in giro i fascisti e la loro spinta colonizzatrice con lo spettacolo “Fascisti su Marte”. Oggi ci pensano gli stessi Fascisti, o presunti tali (quelli che il mio Segretario Nazionale, Carlo Gariglio, ha ormai etichettato definitivamente come “fascisti all’amatriciana”), a fare i buffoni. E, diversamente da Guzzanti, che almeno era bravo e divertente, questi qui non fanno ridere nemmeno un po’.

Facebook – che ritengo utile almeno per sondare, molto genericamente, dove si muove la nostra corrente – è tutta in visibilio per il gestore di uno stabilimento balneare di Chioggia che, come riportato da diversi giornali nazionali, ha trasformato la sua attività in una sorta di museo del Fascismo: all’ingresso un grande cartello che precisa: “Qui vige il regime! Non rompete i c….!”; più avanti si precisa: “Servizio solo per i clienti, agli altri manganello sui denti!”; foto del Duce più o meno dovunque; proclami mussoliniani sparati dagli altoparlanti dello stabilimento; declamazioni di questo tenore: “Mi fa piacere vedere che voi clienti non siete come l’altro 50% della merda che c’è in giro e che andrebbe eliminata dalla faccia della terra”; e via dicendo.

Ora, sorvoliamo sulla rabbia bavosa degli antifascisti in servizio permanente ed effettivo. Il questore di Venezia, con la DIGOS, ha già effettuato un sopralluogo per la chiusura dello stabilimento. Nel recarsi sul posto, ovviamente, non ha notato le decine e decine di clandestini che vendono merce taroccata lungo tutto il percorso degli stabilimenti balneari, ma tant’è…

Quello che veramente infastidisce il sottoscritto è la reazione di coloro che dovrebbero appartenere al nostro mondo: sono tutti orgogliosi del gestore dello stabilimento, tutti lo omaggiano e finanche lo idolatrano, tutti lo sostengono. Non so se l’entusiasmo che coglie i fascisti all’amatriciana anche davanti all’ultimo dei saltimbanchi sia più ingenuo o più stupido.

Davvero vi esalta lo stabilimento balneare di un megalomane dove l’idea Fascista viene derubricata in un grande circo Barnum con tanto di cartello “Camera a gas” per indicare la zona caldaia? Davvero pensate che queste buffonate, dove uno svitato si mette su una passerella di legno con le braccia sui fianchi e il mento verso l’alto imitando il Duce, possano fare bene alla Nostra Idea?

Siete ridicoli quanto e più di lui.

Continue Reading

Vertice di Tallin: l’ennesimo schiaffo in faccia per l’Italia

Il vertice di Tallin, dove il governo italiano sperava di ricevere qualche pacca sulle spalle, si è risolto in sonori calci in faccia. 

Nelle parole del Ministro dell’Interno Marco Minniti c’è tutta la faccia di bronzo di un governo che non si sa se sia più incapace o più criminale nel gestire il dramma dell’invasione che l’Italia subisce ormai da qualche anno ad opera di genti stranieri che vedono nel nostro Paese una terra di conquista.

“I ministri dell’Interno Ue hanno raggiunto un accordo sulla necessità di accelerare il lavoro collettivo nell’attuazione delle seguenti azioni prioritarie per ridurre la pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale e rafforzare il sostegno all’Italia: aumentare l’impegno per la Libia e altri Paesi terzi chiave; rivedere e coordinare meglio le operazioni di search and rescue (codice condotta ong); e i rimpatri”.

È un insieme di belle promesse ma, nei fatti, nulla è stato fatto. Mentre Minniti afferma che “sulla chiusura dei porti ci sono posizioni contrastanti” le posizioni, invece, sembrano essenzialmente due: da una parte l’Italia, che continua con la scellerata politica dell’invasione (è stato arruolato anche il cazzaro Tito Boeri, Presidente dell’INPS, che solo fino a qualche mese fa rassicurava sulla tenuta dei conti e ora grida alla tragedia se non verranno altri immigrati a pagarci le pensioni); dall’altra tutti gli altri Stati europei – con in prima fila Francia, Spagna e Austria (che ha addirittura schierato l’esercito ai confini dell’Italia per impedire che dal nostro Paese i clandestini possano passare nel loro) – che cercano, come è giusto che sia, di difendere i propri confini. Perfino Macron, fino a qualche giorno fa idolo della sinistra liberista e erasmiana e fancazzista, ha candidamente affermato che la difesa dei confini francesi on è in discussione. Più chiaro di così.

Che cosa ha portato a casa, l’Italia? Il minimo sindacale: elenchi dell’equipaggio delle ONG e obbligo di rendere pubblici i finanziamenti alle ONG. La prima cosa ci pare il minimo; la seconda ci si dimentica di ricordare che è già legge, grazia ad una proposta di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Sembravano cose scontate che si dovesse sapere nome e cognome degli scafisti internazionali e come prendono i soldi. Scopriamo, invece, che non lo è.

Uno Stato forte, che abbia a cuore la difesa dei propri confini, prenderebbe atto di ciò che è lampante ed evidente: che la strategia europea in tema di immigrazione ha fallito e che l’Italia sta pagando il prezzo più alto di tutti. Vista sola, un governo forte difenderebbe le frontiere nell’unico modo possibile: con le armi.

L’emergenza migranti va vista per quello che è: un atto di guerra contro il nostro continente e l’Italia.

Affondare i barconi, imporre la legge marziale in territorio marittimo italiano, minare con bombe marine le rotte dei trafficanti, confiscare le navi delle ONG ed arrestare tutti gli appartenenti alle stesse, internare in appositi campi ed espellere tutti gli irregolari, eseguire incursioni nei porti libici per distruggere i gommoni.

Tutto il resto sono stronzate. O vertici di Tallin.

Continue Reading

Pillole di diritto for dummies.

Un contributo da parte della Camerata Alessandra Pilloni del MFL-PSN Sardegna.
“Sono un antifascista semplice: sento un lontano tintinnio di manette per chi ha opinioni diverse dalle mie e mi eccito.”
Allora, per conoscenza, eccitatevi pure ma smettetela di sostenere castronerie:
-La Costituzione italiana NON è antifascista, non richiamando tale “valore” in nessuno dei suoi articoli;
-La Costituzione italiana NON vieta l’apologia del fascismo: la dodicesima disposizione transitoria non fa il minimo accenno al concetto di “apologia”;
-La dodicesima disposizione transitoria fu inizialmente concepita dal costituente come, appunto, transitoria.
Successivamente è di fatto diventata finale;
-La dodicesima disposizione transitoria (che non fa alcuna menzione della apologia del fascismo) non “sanziona” un bel nulla: immagino che sia una sottigliezza per qualcuno, ma le norme contenenti sanzioni penalistiche sono le norme penali, non le Costituzioni;
-La dodicesima disposizione transitoria ha portato ad una sua “legge attuativa”, la cosiddetta “legge Scelba”, avente rango di legge ordinaria;
-La “legge Scelba” fa menzione del concetto di “apologia del fascismo”;
-Questa parte della “legge Scelba” è stata oggetto di una sentenza manipolativa della Corte Costituzionale nel 1957, che ha stabilito che la “apologia del fascismo” integra reato non in quanto tale (sicché un elogio difensivo del fascismo non costituisce reato) ma SOLO allorquando sia effettivamente idonea alla ricostituzione del disciolto PNF;
-Ai sensi dell’art.1 della “legge Scelba” si ha ricostituzione del disciolto PNF non allorquando un partito politico si richiami (finanche espressamente) al Fascismo ma solo laddove tale partito:
a- persegua finalità antidemocratiche;
b- propugni la soppressione delle garanzie costituzionali;
c- utilizzi la violenza come strumento di lotta politica.
Affinché una condotta risulti perseguibile ai sensi della “legge Scelba”, di conseguenza, deve essere conforme ai tre parametri sopra indicati: in caso contrario, con buona pace di tutti, non vi è alcuna violazione di legge, in quanto affinché un fatto materiale costituisca reato (considerazione valevole per qualsiasi reato) deve essere sussumibile nella fattispecie astratta prevista dalla legge.
Quindi, figliuoli, ve lo dico con tutto il cuore: STUDIATE.
E non c’è nessuna mistificazione boldriniana che tenga sulla Repubblica nata dai “valori della Resistenza”: per giunta, quali cazzo sarebbero i valori della Resistenza?
La Resistenza aveva forse valori?
A me risulta che una sentenza del Tribunale Supremo Militare abbia chiaramente stabilito (sent. 747/1954) che mentre i combattenti della Repubblica Sociale Italiana erano legittimi belligeranti, i partigiani NON lo erano, con la logica conseguenza che possono tranquillamente essere considerati alla stregua di briganti armati.
Quindi, ponete fine alle vostre mistificazioni della realtà, e mettetevi anzi bene in testa quando parlate di “Italia liberata dai partigiani” e idiozie simili che i partigiani non avrebbero potuto liberare neanche un tubo di scarico ingorgato, il loro contributo alla “liberazione” fu irrisorio, i loro valori non esistono se non nella testa di minus habentes piegati ai diktat culturali della attuale dittatura del pensiero unico.
Visto che parlate tanto di libri di Storia, fate un favore all’umanità: LEGGETELI.

L'immagine può contenere: notte
Continue Reading