Banner sito jpeg

L'unico movimento del e per il popolo italiano!

L’antifascismo, eccolo qui

La violenza degli antifascisti è tutta qui, in un manifesto bellamente esposto dai terroristi cagliaritani in difesa di altri terroristi che hanno piazzato nel 2017 una bomba contro CasaPound costata mano ed occhio ad un artificiere. C’è, crediamo, tutto il necessario per inquadrare questi degenerati: il messaggio tipicamente mafioso dello “sbirro” che avrebbe dovuto farsi i fatti suoi (del resto la mafia in Italia l’hanno riportata loro e i loro padroni americani); la solidarietà con i terroristi autori dell’attentato; l’esaltazione della violenza fine a se stessa contro i nemici politici; il vilipendio alle forze dell’ordine (se schiatta uno di loro ce ne rallegriamo). Se avessimo fatto noi un manifesto anche solo lontanamente simile ci avrebbero già messo in galera e buttato via la chiave. Capiamo che, quando si tratta dei responsabili degli attacchi ai Fascisti, la Magistratura cagliaritana sia sempre particolarmente benevola: chi ci ha minacciato e coperto di insulti e di minacce, pur se rintracciato, non ha fatto nè un giorno di carcere nè pagato un euro di un qualunque risarcimento; chi ha vandalizzato i nostri manifesti vantandosene su Facebook ha applicato il legittimo diritto di critica perché il nome di un Movimento che si chiama Fascismo e Libertà è palesemente provocatorio (nemmeno lo Statuto si sono andati a leggere), e quindi il cittadino antifascista ha tutto il diritto di farsi fotografare mentre vandalizza il materiale propagandistico che hai regolarmente pagato ed affisso seguendo tutte le leggi. Ci chiediamo: incitare alla violenza fisica contro i fascisti e all’odio verso le forze dell’ordine merita la Vostra attenzione oppure anche questo è un legittimo diritto di critica? Per sapere…

Continue Reading
Continue Reading

“Doveva farla a pezzi e poi mangiarla”: intercettazione incredibile sul caso Pamela

Quello che emerge dalle intercettazioni delle conversazioni in carcere tra Desmond Lucky e Awelima Lycky, i due fratelli accusati di aver aiutato Innocent Oshegale, l’assassino di Pamela, brutalmente violentata, poi uccisa e infine smembrata, è agghiacciante:

Desmond: «L’intestino è lungo. Come puoi buttarlo dentro al bagno?!».

Awelima: «L’intestino poteva tagliarlo a pezzi».

D.: «Tagliarlo in pezzettini?».

A.: «Sì. Pezzi, pezzi. Così buttava a pezzetti. Così sarebbe stato più facile… Forse lui ha già ucciso una persona così».

D.: «Gli ha tolto tutto il cuore».

A.: «Poteva mangiarlo. Perché non l’ha mangiato?».

D.: «Poteva metterlo in frigo».

A.: «Lo metteva in frigo e cominciava a mangiare i pezzi».

D.: «Così sarebbe stato meglio per lui mangiare il corpo».

A.: «Sarebbe stato meglio. Avrebbe avuto solo il problema per la testa, quella avrebbe dovuto buttarla. Tutto il resto invece lo metteva dentro il frigo e poi quando voleva lo cucinava. »

D.: «Faceva il brodo».

A.: «Sì, continuava a mangiare il brodo poco a poco».

D.: «Se lui avesse avuto un congelatore grande, avrebbe potuto metterlo lì».

A.: «Poi lui quello che non riusciva a cucinare, lo buttava piano piano…».

D.: «Però lui ha detto che non è stata lui a tagliarla e forse per questo stanno ancora investigando».

A.: «Per questo stanno cercando qualcun altro».

Questi due parlano di mangiare il corpo di una ragazza come noi parliamo di organizzare una partita di calcetto: una naturalezza e una disinvoltura che ci rende difficile, socialmente ma prima ancora politicamente, considerare questi due pitecoidi come esseri umani.

Non facciamo l’errore di pensare che siano anormali, sui generis: è la loro cultura. In Africa il cannibalismo è ampiamente praticato, specialmente nelle zone periferiche (che, con l’esclusione delle grandi città e metropoli, in Africa sono assai maggioritarie rispetto al resto del territorio), si richiama al mito del possesso della forza del nemico tramite il mangiare le sue carni o il bere il suo sangue.

Dove è scritto che siamo costretti ad accogliere, sfamare e mantenere questi sub animali all’interno del nostro territorio?

Continue Reading

Di Maio e Salvini: hanno trovato la squadra?

Se la macchina della politica italiana ha camminato a passo d’uomo negli ultimi due mesi, tra ieri e oggi ha invece subito una rapidissima accelerazione: Silvio Berlusconi e la sua Forza Italia si fanno da parte per non ostacolare un governo Lega-5 Stelle, e così Matteo Salvini e Luigi Di Maio possono sedersi ad un tavolo per mettere sul piatto i punti in comune: immigrazione, revisione della legge Fornero, abbassamento delle tasse.

Vincono tutti. Silvio Berlusconi si smarca dall’esito di un potenziale insuccesso per la formazione del governo, e non fa perdere la faccia ai suoi;Matteo Salvini non ha spaccato l’unità della coalizione di centro-destra e ha segnato un gol importantissimo, cioè formare un governo e scongiurare un governo tecnico favorevole ai dogmi suicidi di Bruxelles; Di Maio porta a casa il doppio risultato di aver messo da parte Silvio Berlusconi (la sua esclusione era la conditio sine qua non dei grillini per sedersi ad un tavolo delle trattative) e di poter provare a dare il via ad un governo targato Cinque Stelle.

Peccato non poter essere una mosca per intrufolarsi nel Quirinale e vedere la faccia di Mattarella, che già si sfregava le mani pensando ad un governo tecnico dei suoi amici. Del resto chi crede che questo Presidente della Repubblica sia super partes è uno stupido, in malafede, oppure un misto di entrambe le cose. Contravvenendo alla volontà popolare chiaramente indicata dall’esito delle elezioni nazionali – che hanno sancito la vittoria dei movimenti anti-europeisti – e anche a quella stessa Costituzione che viene citata un giorno si e l’altro pure, non c’è dubbio che Mattarella avrebbe preferito un governo tecnico che portasse avanti le riforme volute dall’Europa e dalla Germania. Del resto il colpo era già riuscito a Napolitano con Monti.

E i sinistri? I sinistri “sbarellano”. Prima sono ritornati sull’Aventino, poi stavano per farsi tentare dalle sirene di Di Maio, sirene che Renzi ha prontamente messo a tacere, e ora vedono che, all’ultimo momento, la barca non affonda più: nessun governo tecnico in cui avrebbero potuto infilare i loro amici. Gli rimane solo da piagnucolare perché Salvini va allo stadio col giubbottino Pivert, marchio legato ad esponenti di CasaPound: un autogol clamoroso, che ha addirittura mandato in tilt il sito di abbigliamento per i troppi ordini ricevuti.

Continue Reading

Ricordate la bandiera nazista dei Carabinieri? Non era una bandiera nazista



Ve la ricordate la famosissima bandiera nazista dei Carabinieri? Quella che aveva fatto il giro del web, che aveva suscitato le ire della Pinotti, che aveva messo sulla graticola un Carabiniere che aveva il solo torto di essere appassionato di militaria? Ne parlammo qui:https://chessaandrea.blogspot.it/2017/12/la-bandiera-nazista-dei-carabinieri-e.html.

A distanza di qualche mese scopriamo che avevamo ragione noi: la bandiera nazista non era una bandiera nazista. 

L’Arma dei Carabinieri ha chiuso il caso: il fatto non sussiste. La bandiera del Secondo Reich non aveva nulla a che fare con il Terzo, quello di Hitler.

Al tg, ovviamente, non ne parlano. Significherebbe essere costretti a dire ciò che è successo veramente, vale a dire che un giornalista è riuscito a montare un caso sensazionale sul nulla, contando anche sull’isteria di una sinistra in costante mancanza di fiato e bisognosa come il pane di questo sensazionalismo da rotocalco.

Chi restituirà al Carabiniere che è stato prosciolto la serenità che gli è stata rubata dalle minacce di morte, dalle vigliaccate scritte a mezzo stampa, dal gelo che gli si è fatto intorno? Nessuno.

Un altro esempio di notizia fasulla, di “fake news”, che i media hanno montato come un fuoco di paglia per poi oscurare totalmente il suo epilogo.

Siamo sempre più convinti che se passasse la legge contro le notizie fasulle tanto decantata dal regime, e questa fosse applicata senza riguardo per alcuno, le grandi testate giornalistiche chiuderebbero nel giro di qualche mese.

Continue Reading