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L'unico movimento del e per il popolo italiano!

La crisi delle guardie rosse

Destinata a risolversi come iniziativa locale – chi la promuove è il cosiddetto “Comitato Lombardo Antifascista” – la petizione che chiede (testualmente) la messa fuori legge di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste sarebbe certamente passata inosservata. O quasi.
Il caso, o piuttosto la grancassa mediatica asservita a un sistema che sponsorizza e foraggia direttamente o indirettamente i soggetti che poi formano i suddetti comitatini antifascisti, ha però voluto che l’iniziativa assumesse in qualche modo carattere nazionale, con i principali organi italiani di stampa impegnati a darne notizia. Parliamo di Repubblica, Fanpage, l’Espresso e via elencando, ai quali organi di stampa sono poi seguite altre testate generalmente non inquadrate nel grande mucchione antifa-militant, come il Giornale e diverse altre realtà online che si sono trovate costrette a riprendere a loro volta la notizia per contestarla. Ma ormai la frittata era fatta e non si può certo imputare ai critici l’aver diffuso ulteriormente una squallida manovra propagandistica dell’estrema sinistra.

Piuttosto è interessante notare come simili iniziative celino uno stato di confusione e di inadeguatezza politica del cosiddetto blocco antifascista, costretto a riesumare il proprio “piatto forte” pur di far qualcosa che gli consenta di apparire non tanto vivace ma almeno vivo sulla scena politica del Paese. Perché – si sa – per devastare le città, come avvenuto di recente a Cremona, Milano e Bologna (citiamo ovviamente solo gli ultimissimi casi di un certo rilievo), dopo un 1974_contro_MSIpo’ finiscono i pretesti, che già appaiono ridicoli quando ci sono. Di conseguenza, stante l’immobilismo intellettuale e politico di quell’area, diventa essenziale far qualcosa di nuovo… tornando all’antico (e a quello che probabilmente ritengono – secondo noi a torto – un evergreen del popolo italiano). I tentativi di mettere fuori legge vere o presunte realtà di “estrema destra”, infatti, non sono una novità per certi settori dell’antipolitica italiana. Basti pensare alla mobilitazione di Lotta continua, Avanguardia operaia e Movimento studentesco degli anni 70 per lo scioglimento del Movimento Sociale Italiano (all’interno della quale può essere inserito il tragico episodio dell’omicidio di Sergio Ramelli proprio ad opera di esponenti di Avanguardia operaia).
Insomma, sono campagne che ciclicamente si ripetono e – aggiungiamo noi – si ripetono nei momenti di maggiore crisi dell’estrema sinistra, vale a dire in quei frangenti in cui il disorientamento generale porta a cercare legittimazioni presso il sistema che, in altre situazioni, hanno finto di combattere, salvo fare il gioco dei loro (molto) presunti “nemici”, con i quali oggi si scambiano baci e abbracci proprio attraverso la petizione.
Noi non abbiamo paura, perché nulla ci ha mai fermati. Queste “lodevoli” iniziative finiscono solo per renderci più forti.

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Bologna: blitz di MFL al Liceo Sabin

Con un blitz a cavallo tra sabato e domenica, alcuni militanti di MFL-PSN sono intervenuti presso il Liceo Sabin di Bologna, teatro nei giorni scorsi di un’occupazione decisamente poco partecipata e scarsamente approvata, per lasciare il loro personalissimo invito allo studio agli studenti che si sono resi responsabili di un atto illegale e prevaricatore che puzza di retorica stantia da rituale ripetuto senza troppa convinzione, ma così, perché si deve fare, perché la dottrina del neocomunista lo impone…
Noi siamo convinti che gli occupanti non rappresentino altri che se stessi e la propria arroganza di essere avanguardia di una maggioranza che invece non li segue, anzi li disprezza in quanto portatori di atteggiamenti contro il sacrosanto diritto allo studio.
La sezione bolognese di MFL-PSN continuerà a tenere monitorata la situazione.

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Sui recenti attacchi a Parigi

Movimento Fascismo e Libertà – Partito Socialista Nazionale condanna con estrema fermezza i recenti attacchi terroristici avvenuti a Parigi per mano di un certo radicalismo islamico che ha trovato – e trova – implicito e vergognoso sostegno da parte dei noti poteri forti del capitalismo internazionale a marchio USA.
Individuati pertanto i mandanti, MFL-PSN ritiene doveroso puntare il dito anche verso i corresponsabili – a tutti i livelli – delle stragi di queste ore. Corresponsabili che individuiamo nelle ridicole politiche lassiste e buoniste di una Unione europea palesemente inadeguata a gestire e le dinamiche migratorie a cui stiamo assistendo con veemenza in questi anni e le opzioni legate alla sicurezza del nostro continente, completamente allo sbando e servo di logiche che lo scavalcano.
Ma coloro che possono essere identificati come fiancheggiatori a tutti gli effetti della barbara macelleria parigina sono tutti quelli che sostengono quotidianamente, attraverso la loro ottusità e la loro prevenzione ideologica plagiata, il neocomunismo dell’immigrazione selvaggia, dell’accoglienza a ogni costo e il nuovo “liberalismo“, che si rivela essere l’altro lato della medaglia dell’idiozia sbandierata dagli imperialisti capitalisti d’oltreoceano come lasciapassare per i loro crimini.

La barbara morte di centinaia di innocenti non deve restare impunita!

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Là dove gli altri mancano!

Come ogni anno, il 28 ottobre MFL-PSN ha prestato servizio come Guardia d’onore nell’ambito delle commemorazioni di rito presso la cripta Mussolini, a Predappio.
Presente la delegazione dell’Emilia-Romagna sotto la guida del responsabile regionale.

                                          MFL-PSN è sempre là dove gli altri mancano!

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Ormai lo sappiamo: sono malati di mente

Pubblichiamo l’articolo del vicesegretario Andrea Chessa, che potete trovare qui


Parlo generalmente male di coloro che sono di sinistra. Li descrivo come ipocriti, abbietti, moralmente disgustosi, e infine li indico come affetti da quella forma di antirazzismo che supera l’antirazzismo in se e per se per sfociare nella malattia mentale e nel patologico.

Spesso la cronaca mi viene in soccorso e mi conferma che si, ho ragione io: l’antirazzismo è una forma perversa di malattie mentali, che a nostro avviso dovrebbe essere inscritta prepotentemente nel capitolo delle malattie mentali e dei disturbi della personalità.

Prendiamo il caso di cui hanno scritto La Stampa e Il Secolo XIX nei giorni scorsi: il caso di un’attivista dei “No borders” (che tradotto dall’inglese significa “nessun confine” oppure, più letteralmente, “no ai confini”, e già questo ci dà l’idea del tipo di criminali che possono essere), un gruppo di mentecatti che da qualche mese staziona al confine italo-francese con lo scopo, a loro dire, di portare aiuto ai profughi. Non avevo mai sentito questo gruppo, ma grazie ad internet posso farmi, abbastanza precisamente, un’idea: un gruppo di criminali e di sovversivi, ampiamente protetti e coccolati dalle forze di polizia e dalle istituzioni (di sinistra per definizione), che aiutano i clandestini (riappropriamoci della lingua italiana: non chiamiamoli migranti, per piacere!) in una zona abitata, con musica ad alto volume fino a tarda notte, schiamazzi, urla, e quel bel campionario di pulizia e di igiene che solitamente si riscontra nei cessi sociali.

Secondo quanto riportato dai quotidiani citati, un mese fa una attivista di questo centro sociale sarebbe stata letteralmente picchiata e stuprata da un clandestino ai quali questa massa di idioti dava una mano; l’alto volume della musica – così dicono – avrebbe impedito agli altri subanimali presenti di accorgersi della tragedia e intervenire immediatamente per fermare le violen… pardon, attenzioni, che questo “migrante” offriva generosamente alla donzella che altrettanto generosamente lo aiutava.

Oggi veniamo a sapere, dopo addirittura un mese, che i cessi sociali avrebbero fatto di tutto per occultare la violenza, al fine di non spargere ombre truci sui “poveri migranti”. Come dire? Se la realtà è contro di noi, allora peggio per la realtà!

La prima cosa che mi viene da pensare è che ho dovuto aspettare un mese per venire a sapere di un avvenimento del genere. Il che significa che diverse, tante persone, hanno fatto quadrato cercando di non far trapelare assolutamente la notizia.

Ho dovuto leggerla su internet, mentre penso che se si fosse trattato di una violenza di un pericoloso skinhead contro un clandestino, o se la violenza fosse stata consumata da un italiano, avremmo avuto decine e decine di speciali alla televisione e sui giornali sul pericoloso ritorno delle destre e sulla cattiva e razzista e xenofoba violenza fascista. La libertà di informazione si applica sui nemici e si interpreta con gli amici. O con i padroni, a seconda della convenienza del pennivendolo di turno.

I mass media stanno cercando di fare quadrato per nascondere quella che è, a chiunque non abbia ancora portato il proprio cervello dallo sfasciacarrozze, una evidenza: una vera e propria invasione, attuata senza armi, che sta cambiando definitivamente il volto dell’Europa, finendo per alterare i suoi equilibri politici, spirituali (ammesso e non concesso che questo ammasso di larve chiamato Europa li abbia ancora, dei postulati politici e spirituali) e finanche economici. Ogni giorno siamo costretti a sorbirci storie strappalacrime sulla bambina salvata dal gommone in procinto di affondare, o sul “povero” clandestino che fugge dalla guerra del suo Paese (quindi dopo aver abbandonato moglie e figli al loro destino, verrebbe da pensare; in altre parole: un vigliacco), o sul dramma dei migranti. Raccontare, anche solo per una volta, la violenza subita da una attivista di un cesso sociale ad opera di quello che viene ormai cristianizzato come il “povero migrante” significherebbe, anche un minimo, contraddire quella enorme montagna di balle e di falsificazioni sulle quali si basa tutta la propaganda di massa da qualche anno a questa parte. Contraddire, cioè, l’idea del migrante come portatore di valori, buono, intimamente ben disposto verso il prossimo. Del resto non fu proprio la Boldrini, in un convegno di qualche anno fa, ad affermare testualmente che “Lo stile di vita degli immigrati ben presto diventerà lo stile di vita di ognuno di noi?” Si, fu proprio lei.

Se la cosa non fosse ancora chiara, inoltre, è dimostrata, ancora una volta, la malattia mentale, l’ipocrisia, la cattiveria, la falsità dei centri sociali di sinistra, di qualunque nazione essi siano: al bando le litanie sul maschio stupratore, sui diritti della donna, sul femminismo radicale e radical-chic, sulla violenza di genere, su tutto quello, cioè, con cui si riempiono la bocca un giorno si e l’altro pure. Se ti violenta un immigrato devi tacere! Non vorrai mica gettare benzina sul fuoco alimentato dai fascisti, dai razzisti e dagli omofobi?

Spiace per questa ragazza, anche se non la conosco. Immagino, ma lo immagino solamente, come possa essere umiliante subire una violenza fisica e sessuale e non essere nemmeno in grado di denunciarla. Quando frequenti un gruppo di persone di merda, e ti circondi di persone di merda perché in effetti hai delle idee di merda, puoi ottenere solo una cosa: merda.

 

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