Legalità del MFL-PSN

LEGALITA’ DEL MFL

Perché siamo legali

Tutti coloro che pensano di metterci a tacere agitandoci sotto il naso la legge Scelba o la legge Mancino possono pure stare tranquilli: il Movimento Fascismo e Libertà è una associazione politica totalmente legalizzata, che ha ottenuto tale legittimazione attraverso numerose sentenze di archiviazione e/o assoluzione. Ed infatti il MFL non ha mai subito alcuna condanna per il reato di apologia del Fascismo o tentata ricostituzione del Partito Fascista. Con gran disdegno dei nostri detrattori, che vorrebbero metterci a tacere.

Ma c’è di più. Elogiare l’operato di Mussolini o ciò che di buono ha fatto il Fascismo è quasi mai contro la legge. Vediamo perché.

La legge di riferimento è la n° 143 del 23 giugno 1952, “Norme di attuazione della XII Disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione”: stiamo parlando della più conosciuta legge Scelba, che recita testualmente:

«Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell’articolo 1 è punto con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000. Alla stessa pena (…) soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni. La pena è della reclusione da due a cinque anni e della multa da 1.000.000 a 4.000.000 di lire se (…) commesso con il mezzo della stampa (…)»

Dopo poco tempo la Corte Costituzionale si è dovuta pronunciare al riguardo, in quanto tale legge violava l’articolo 21 della Costituzione Italiana, che dichiara: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure». Nella sentenza n° 1 del 1957 si precisa chiaramente che soltanto il tentativo di riorganizzare il disciolto Partito Fascista, utilizzando quei metodi violenti e antidemocratici imputati allo stesso, può essere sottoposto a una qualche forma di censura. Con la sentenza della Corte di Cassazione del 1977 si precisa ulterioremente che:

«La Costituzione della Repubblica, mentre vieta in modo assoluto la riorganizzazione del disciolto partito fascista, non pone invece alcun limite alla libertà di manifestare il proprio pensiero, neppure quando la manifestazione abbia per oggetto persone, fatti e disegni politici del fascismo. Pertanto, per costituire reato, l’apologia del fascismo deve consistere in una esaltazione tale da poter portare alla riorganizzazione del partito fascista.»

La Cassazione stessa stabilisce, inoltre, che non è vietata la organizzazione e creazione di gruppi politici che si richiamino più o meno espressamente al Fascismo se questi stessi movimenti rispettano la normale dialettica democratica e ripudiano l’utilizzo della violenza come arma di lotta politica.

Qui di seguito troverete l’archivio delle sentenze di assoluzione del Movimento Fascismo e Libertà

Archivio_Sentenza1.pdf                                                                                    Archivio_Sentenza2.pdf