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Una testa pesa più di un manichino

La testa di Laura Boldrini pesa molto più di un manichino. Non si potrebbe commentare diversamente due avvenimenti provenienti da schieramenti politici opposti ma molto simili, quali sono, in ordine di tempo, la pubblicazione su Facebook di una Laura Boldrini decapitata con sotto la didascalia che recita “Questa è la fine che deve fare così per apprezzare le usanze dei suoi amici”, e un manichino con disegnata una grande croce celtica appeso a testa in giù a porte degli Annibaldi, fronte Colosseo, con lo striscione degli antifascisti “Minniti e fascisti la vostra strategia della tensione non passerà”.

Ora, visto il vittimismo esasperato e ridicolo della “presidenta” e le raffiche di perquisizioni che si abbattono su chiunque voglia fare ironia su di lei a mezzo internet, sarebbe effettivamente il caso di evitare quest’ironia che è, possiamo ammetterlo candidamente, di cattivo gusto. Laura Boldrini, inoltre, ogni volta che apre bocca fornisce tutto ciò che è necessario per screditarla e ridicolizzarla a dovere, senza bisogno di fotomontaggi squallidi e truculenti. Questo non deve aver pensato il povero malcapitato, un uomo di una cinquantina d’anni che, a seguito di denuncia del solito gruppo antifascista proprio per questa foto, si è visto irrompere la Polizia in casa, come non si fa nemmeno con i criminali, con tanto di sequestro di telefoni cellulari, pc, e relativo “passaggio” in caserma.

Passando dall’altra parte, invece, prendiamo atto che gli antifascisti possono pubblicamente fare ironia sui massacri avvenuti ai danni della controparte – quando non celebrarli apertamente – senza che un solo giornalista o un solo politico, quelli stessi che in questi giorni ciarlano di pericoloso ritorno del Fascismo in seguito al gesto dovuto all’esasperazione di Luca Traini, abbia alcunché da ridire. Eppure le aggressioni di pacifisti e centri sociali, specie in questi ultimi anni, si contano a decine di decine (una delle ultime, in ordine di tempo, è quella ad un ragazzo disabile reo di avere in mano una bandiera nazionale), ma la stampa, ovviamente, si è ben guardata dal darne notizia.

Come sempre due pesi e due misure. Speriamo che il popolo italiano abbia ancora un briciolo di lucidità e il 4 marzo faccia ritornare tutti questi personaggini nel luogo che gli spetta di diritto: il nulla cosmico.

Amministratore

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