L'unico movimento del e per il popolo italiano!

Mese: maggio 2017

FascismoLiberta(ASI) Il presidente della Camera Laura Boldrini in questi anni ha più volte lanciato le sue crociate contro le pagine che inneggia al fascismo eppure in Italia esiste un Partito Fascista, legittimato da una decine di sentenze.
Guidato da Carlo Gariglio esiste infatti il Movimento fascismo e libertà – Partito socialista nazionale, che nella sua pagina internet si presenta come “l’unico movimento del e per il popolo italiano”. Dalla sua fondazione, avvenuta nel 1991 per mano del giornalista e già senatore del Movimento sociale italiano Giorgio Pisanò, questa formazione ha più volte incontrato l’ostracismo delle istituzioni che in più occasioni si sono rivolte alla magistratura per far dichiarare il partito fuorilegge in base alla legge Scelba ed alla Mancino.
In tutte queste occasioni però i vertici del movimento hanno vinto la battaglia giudiziaria perché se è vero che nel suo statuto l’Mfl specifica chiaramente che “si rifà solo e semplicemente al Fascismo… e alla genialità del Duce e si basa interamente sul pensiero mussoliniano”, la Cassazione ha stabilito che non è vietata la organizzazione e creazione di gruppi politici che si richiamino più o meno espressamente al Fascismo “se questi stessi movimenti rispettano la normale dialettica democratica e ripudiano l’utilizzo della violenza come arma di lotta politica”.
Attualmente il movimento conta su un centinaio di iscritti perché, come ha spiegato il segretario Gariglio: “Dato che non abbiamo poltrone, scranni, sgabelli o chissà cosa da offrire, e dato che da noi le tessere si pagano, siamo sempre intorno al centinaio di iscritti. Potrei dirle svariate decine di migliaia, come millantano molte forze della nostra area politica, ma preferiamo essere seri”.
In vista delle prossime amministrative l’Mfl ha già presentato una propria lista nel comune di Mura, in provincia di Brescia, e come sempre puntuali sono arrivate le polemiche; l’onorevole del Partito democratico Luigi Lacquaniti in nota ha infatti ribadito: “L’Mfl è un partito dichiaratamente fascista, in cui compare la denominazione fascismo nel simbolo stesso, che pone in evidenza al centro un fascio littorio. È un partito chiaramente anticostituzionale. C’è un fascismo che cerca in ogni modo di ripresentarsi e di offrirsi come presentabile, vi sono le forze democratiche che si oppongono e intendono difendere la democrazia da chi per l’ha cancellata con la violenza e la dittatura”, annunciando battaglia anche in Parlamento.
Nuove schermaglie sono poi previste nel comune di Chiari, sempre nel bresciano, dove il partito è pronto a denunciare il sindaco e la giunta per via di una delibera contro l’affissione dei manifesti dell’Mfl.
Tutte battaglie che destinate ad approdare in tribunale dovrebbero vedere la vittoria dell’Mfl dati i precedenti.

Fabrizio Di Ernesto – Agenzia Stampa Italia

Continue Reading

Perchè aderire al MFL-PSN

 

Perchè’ gli Italiani e i Fascisti devono aderire al MFL-PSN? diciamolo chiaro:

Noi siamo gli unici e ultimi eredi della Repubblica Sociale Italiana . e dell’ideologia Mussoliniana, non è più tempo che i “camerati” o sedicenti tali aderiscono alle varie fiammelle e gruppuscoli dalle votazione da prefisso telefonico, chi è Fascista si iscrive in un partito autenticamente Fascista nell’anima , nel corpo e nello spirito ,  gli altri gruppuscoli sono buoni solo per fare prebende e affari con il sistema antifascista , o peggio ancora finire in quei gruppi di cattolici tradizionalisti , vogliamo ricordare che la Chiesa è da sempre e non da ora, antifascista , in tutte le sue manifestazioni e Istituzioni , con l’arrivo poi di Papa Bergoglio tale verità balza agli occhi. Noi chiamiamo gli Italiani alla Rivoluzione Nazionale e Sociale questa può essere intesa e applicata solo e soltanto se i corpi sono coesi e cementificati come l’acciaio verso i più sublimi obbiettivi che sono quelli di amore per il nostro popolo, amore per l’Italia , odio e disprezzo per i suoi nemici interni ed esterni., per la nascita dello Stato del Lavoro e della giustizia sociale.La Massoneria , i comunisti e i socialdemocratici e tutta la melma antifascista hanno ormai fatto marcire la società italiana , dopo più di 70 anni di antifascismo ,  i fallimenti li conoscete tutti , scandali nella sanità , corruzione nelle infrastrutture , corruzione pubblica , criminalità organizzata che di fatto comanda in 4 regioni, immigrazione incontrollata e voluta per sostituire il popolo italiano e creare un meticciato perfetto dove si compra , si consuma e si crepa , il Turbocapitalismo e il Mondialismo in una unica ricetta , appoggiata e finanziata da coloro che promuovono e sostengono il Sionismo Internazionale vero cancro del mondo e vero padrone dell’Occidente in salsa americana. Noi  del  MFL-PSN siamo  rimasti sempre distaccati dai partiti della cosiddetta area , con cui rifiutiamo accordi e/o alleanze, se non in alcuni casi ma non deve esserci mai la pregiudiziale antifascista , ribadiamo comunque categoricamente di non essere classificabile come un partito di  Destra , Il MFL-PSN fa esplicito riferimento a ideali della Repubblica Sociale , Italiana  come il corporativismo, la socializzazione dell’economia, la fiscale monetaria e il nazionalismo.Nel proprio pensiero ripudiamo inoltre ogni forma di discriminazione su base etnica, razziale e religiosa:in sostegno di questa tesi, noi del  MFL-PSN rivendichiamo di privilegiare le idee  socialiste nazionali e anti-atlantiste alle problematiche religiose,proponendoci quindi come un movimento laico.L’ideologia del MFL-PSN è interamente basata sul pensiero di Mussolini, e ha come obiettivo principale la realizzazione della democrazia corporativa di mussoliniana memoria, fortemente gerarchica e basata sul credito sociale. Il MFL-PSN è inoltre a favore di una repubblica presidenziale , e esprimiamo  un forte e giustificato sentimento anti-americano e antisionista  due facce della stessa medaglia.

Allora in marcia Camerati viva il MFL-PSN! Fino alla Vittoria!

 

www.lavvocatodeldiavolo.biz

 

Continue Reading

Elezioni francesi: ha vinto la Massoneria

 

Ormai i massoni non si nascondono più. Questo è il loro tempo, e possono permettersi di ostentare sfacciatamente il loro potere. 

Dopo aver sconfitto l’avversaria Marine Le Pen e il suo Front National, Emmanuel Macron ha scelto, per la sua prima apparizione come Primo Ministro della Francia, il simbolico museo del Louvre, dal suo entourage scelto come simbolo unitario di tutti i francesi, ad eguale distanza dalle piazze parigine tradizionalmente preferite della destra e della sinistra. Tutto è sapientemente preparato: una macchina coreografica oliata e perfetta.

Macron fa il suo ingresso da vincitore sulle note dell’Inno alla Gioia, preferito all’inno nazionale francese, la Marsigliese: già questo è il chiaro segnale di una forte vocazione europeista da parte di Macron. Del resto, nell’appello firmato dalla maggioranza dei docenti universitari francesi, Macron era stato entusiasticamente descritto come l’alfiere della “mondializzazione regolamentata”. Più chiaro di così…

Non appena il neo Premier si ferma a parlare, viene ripreso chiaramente con una piramide – simbolo tradizionale utilizzato sia dalla Massoneria sia dal satanismo – che si staglia alle sue spalle. Per salutare la folla Macron alza le braccia a “V”, stagliandosi nettamente davanti alla piramide e andando a formare, con questo gesto, la squadra e compasso, simbolo tradizionale massonico. Il tutto mentre, accanto, una colonna in acciaio del palco richiama in sequenza il triangolo che iscrive a sua volta altri triangoli. Il triangolo è, ovviamente, un altro simbolo tipicamente massonico, che fa il paio con la piramide alle spalle di Macron.

Del resto diversi tra noi avevano già avuto il sentore, per non dire la certezza, che Macron fosse un massone. Già diverse settimane prima del voto finale, le sette logge massoniche francesi più importanti (il Grand Orient de France, la Fédération française du Droit humain, la Grande Loge féminine de France , la Grande Loge féminine de Memphis Misraïm, la Grande Loge mixte universelle, la Grande Loge mixte de France et la Grande Loge des cultures et de la spiritualité) avevano sfilato per le vie di Parigi, invitando espressamente la popolazione a votare per Macron e a sabotare in tutti i modi il Front National di Marine Le Pen.

Andando ancora più indietro basta vedere l’amicizia tra Emmanuel Macron e Jacques Attali. Chi è costui? Guru di diversi esponenti politici importanti a livello internazionale (Hollande, Macron), filosofo, Attali è stato spesso definito un visionario, finanche un pazzo, ma è certo che le sue idee, oltre a riprendere la strada di diversi cavalli di battaglia della massoneria tradizionale, ne hanno anche tracciato il solco. Sinteticamente Attali è uno dei massimi teorizzatori dell’intorpidimento totale delle masse mediante la distruzione della religione, l’eutanasia (sponsorizzata da Attali anche per coloro oltre i 65 anni, in quanto troppo anziani e improduttivi per la società), la liberalizzazione delle droghe leggere e pesanti, la pan sessualizzazione, e via dicendo.

Sul matrimonio Attali sostiene candidamente che questo, almeno nella forma tradizionale, come lo concepiamo noi poveri arretrati deficienti, andrà a morire per essere sostituito dal matrimonio di gruppo, interrazziale, in cui non valgano più l’obbligo di fedeltà e la monogamia: potremo andare a letto con chiunque, uomo o donna o adolescente che sia, e potremo formare più coppie allo stesso tempo, come meglio ci parrà.

Sulla morte dell’individuo, Attali sostiene che è scientificamente dimostrato che gli over 65 sono improduttivi e diventano sempre più un peso per la società, che deve quindi incaricarsi del loro sostentamento, con tutti i costi del caso. Molto meglio sarebbe, ovviamente per chi lo desideri, una dolce morte, in modo che l’individuo lasci questa terra non essendosi ancora ridotto ad un vegetale, ed in modo che la società non debba sostenere troppi oneri per la sua perdita.

Per quanto riguarda la nascita degli individui, non vi sarà più bisogno del concepimento naturale o tradizionale. La tecnologia verrà in aiuto dell’uomo e chiunque, monogamo o poligamo, eterosessuale o omosessuale che sia, potrà ordinare il proprio figlio decidendo addirittura le caratteristiche che dovrà avere. È una pratica, questa, che sta prendendo piede negli ultimi anni, in particolar modo negli Stati Uniti, le cui cliniche si stanno dimostrando pionieristiche in questo tipo di offerta nel campo dell’eugenetica.

Poiché ogni uomo potrà trovare il proprio Paradiso qui in terra, non ci sarà più bisogno delle religioni, che andranno quindi a morire, non essendo più adatte a soddisfare i bisogni dell’uomo (che saranno soddisfatti invece dal progresso e dalla tecnologia).

Questo personaggio ha letteralmente inventato Emmanuel Macron come figura politica, come sostenuto da lui stesso sul Corriere della Sera. Spazzati via i partiti tradizionali, l’avanzata massificante e globali sta rischiava di subire, in Francia e conseguentemente in Europa, un brusco arresto, anche in concomitanza con l’avanzata elettorale, che negli ultimi anni si è fatta sempre più consistente, dei partiti sovranisti e nazionalisti, come appunto il Front National. Bisognava inventarsi qualcosa di nuovo, o che almeno potesse dare l’idea del nuovo, ma che, allo stesso tempo, non fosse troppo un cane sciolto, e che fosse, pertanto, comandabile. Pertanto, già nel 2014 Attali aveva presentato, alla riunione annuale del Bilderberg Group, questo giovanotto dalla faccia di ragazzino – che quindi poteva infondere nelle masse l’idea di “novità” – ma allo stesso tempo colluso profondamente con la cerchia attuale di potere (massone, banchiere dei Rotschild, Ministro dell’economia nel governo del massone Hollande). Sostenuto da una grancassa mediatica inarrestabile, Emmanuel Macron ha fondato un suo partito che in un solo anno è riuscito a sbarrare la strada ad una Le Pen che, molto probabilmente, avrebbe preso il potere, come dimostrato da un 37% che, comunque la si voglia vedere, per un partito di estrema destra rimane storico e in Europa non si vedeva da chissà quanti anni.

Insomma: una creatura creata dalla massoneria, finanziata dalla massoneria, con una grancassa mediatica che non ha lesinato né in uomini né in mezzi, che aveva il compito di impedire che le destre prendessero il potere. Missione compiuta.

Continue Reading

Elezioni francesi: vince Angela Merkel

Le elezioni nazionali francesi, conclusesi con la vittoria di Macron e per la grande gioia di Angela Merkel (che d’ora in poi potrà far ripartire il treno franco-tedesco ancora più forte di prima), segnano un netto arretramento dei nazionalismi e dei patriottismi e sanciscono un dato di fatto evidente: la dimostrazione assoluta, volgare e totale del potere massonico internazionale. Che, senza lesionare in uomini, soldi e mezzi, ha investito tutte le sue speranze e le sue risorse su un massone e banchiere colluso col fallimentare governo Hollande e un ologramma dei Rotschild, riuscendo ad imporlo contro un movimento come il Front National e contro una leader come Marine Le Pen. Intendiamoci: noi di Fascismo e Libertà non guardavamo di certo alla Le Pen e al suo partito come ai salvatori della Patria (né francese né europea, come troppi fascisti all’amatriciana hanno fatto), ma sarebbe stato comunque un vero smacco, per le elites massoniche e usuraie internazionali, venir beffate, dopo un investimento così importante su Macron, dal movimento di estrema destra francese, contrario all’Europa e all’immigrazione. E sarebbe stato un segnale, forse piccolo, anche per noi. Forse. Perché la cantonata che ho preso con Trump, che due giorni dopo aver dichiarato che rovesciare Assad non era una priorità e che bisognava cercare un dialogo con la Russia per poi bombardare la Siria senza tanti complimenti, la ricordo ancora.

Di certo c’è un dato di fatto: che il burattino dei Rotschild, il Ministro dell’Economia col governo Hollande, sostenuto da una grancassa mediatica imponente e sfacciata oltre ogni immaginazione e oltre ogni pudore, ha dimostrato che quando le elites si mobilitano, sanno vincere, e sanno farlo in grande. 

A tal punto che riescono anche a silenziare i media e a ricondurli nel più assoluto rigore. La dimostrazione più lampante di ciò è come siano riusciti a silenziare il documento di Wikileaks riguardo un conto offshore alle Bahamas che Macron avrebbe nascosto al fisco francese. Immediatamente tutti i media si sono affannati a dimostrare come si trattasse di un falso e hanno liquidato la cosa come una macchinazione semisegreta di Trump e di Putin, desiderosi di far vincere la Le Pen e quindi di mettere in difficoltà il suo oppositore. Dubito molto che, se il caso fosse scoppiato a parti inverse, la cosa sarebbe stata liquidata con qualche articoletto complottista antiamericano e antirusso.

Ovviamente, però, la vittoria di Macron non si spiega solo in questo modo. Vi è anche un’altra evidenza che pochi, almeno nella stampa ufficiale, hanno messo in luce. La Francia multietnica, i negri delle periferie che hanno messo a ferro e fuoco Parigi, le decine e decine di migliaia di immigrati, hanno votato in massa contro Marine Le Pen, come era prevedibile nel momento in cui questa viene descritta come una razzista, una xenofoba, una fascista, e via blaterando. Era ovvio che Macron, l’uomo della globalizzazione e della “mondializzazione regolamentata” – testuale, esattamente così, lo hanno descritto i 73 professori universitari che qualche giorno fa hanno firmato un appello in suo aperto ed esplicito sostegno, desse più garanzie a questa gran parte di popolazione che essenzialmente non si sente francese – perché non è francese – e non ha alcuna intenzione di farsi assimilare. Ciò significa, né più né meno, che i francesi, quelli veri, ormai non possono più, da soli, esprimere una forza di governo attiva e che possa imporsi come guida per il Paese. Detto in altre parole: i francesi sono diventati minoranza in casa loro. 

Raccolgano ciò che hanno seminato, allora.Cosa sarà lo vedremo presto.

Continue Reading

Legittima difesa: la solita porcata all’italiana

Devo essere sincero: quando, prevalentemente su Facebook, i miei contatti commentavano la nuova legge sulla legittima difesa, ho pensato che ci fosse un errore o, alla meglio, che si stesse facendo solo un po’ di sana goliardia. Mi sembrava impossibile che in una Nazione civile potesse essere introdotta una norma relativa alla legittima difesa che ti permette di sparare al ladro, ma solo di notte. “E’ una cosa troppo imbecille”, dicevo tra me e me, “e anche se in quanto a imbecillità non siamo secondi a nessuno, siamo pur sempre la Patria di Roma e del diritto civile”. Insomma: pensavo che fosse un errore. Poi, pian piano, leggo che Salvini viene addirittura cacciato dal Senato per aver urlato ripetutamente “Vergogna!” ai parlamentari che hanno votato la legge. Leggo e, incredibilmente, è vero.

La legge sulla legittima difesa, diciamolo chiaramente, è un obbrobrio giuridico. E non bisogna aver fatto Giurisprudenza o essere un avvocato o un maestro del Diritto, per affermare una cosa del genere, ma solo aver letto qualche libro.

Un pasticcio, una aberrazione giuridica, una vera e propria trappola per chi si difende, un contentino dato al popolino che chiede incessantemente più sicurezza. La legge sulla legittima difesa è questo, e molto altro.

Una manovra politica da parte del PD, innanzitutto. Si è voluta mettere a tacere quella parte dell’opinione pubblica, specialmente quella non legata a sinistra, che chiedeva (e da ora in poi, presumiamo, continuerà a farlo con rinnovato vigore) maggiori garanzie per chi si difende sacrosantamente dai ladri, anche con qualche sacrosanta fucilata.

Cosa che, con la nuova legge, sostanzialmente non è avvenuta. Resta tutta da dimostrare a carico del padrone di casa (o di chi si difende da un’aggressione in auto o in ufficio) la legittimità della reazione, che sarà poi valutata dal giudice con grande discrezionalità. Niente di diverso da quello che è sempre accaduto: se non hai una pistola alla tempia, col rapinatore che sta premendo il grilletto, non puoi fare fuoco. E anche lì devi dimostrare che il rapinatore ti aveva puntato la pistola alla tempia e stava per fare fuoco. Insomma: non è cambiato sostanzialmente nulla. Sentiremo ancora parlare di situazioni simili a quel processo in cui il giudice, qualche tempo fa, condannò un padrone di casa reo di aver sparato un bandito al fianco. Se lo hai sparato al fianco, è stata la spiegazione del giudice, vuol dire che stava scappando oppure era girato, e quindi, per la tua incolumità, non costituiva un pericolo immediato. Detto in altre parole: deve esserci una proporzione evidente e dimostrabile (a carico di chi si difende) tra l’offesa e la reazione.

Ancora: viene introdotta una disparità di trattamento tra la notte e il giorno. Di giorno, teoricamente, dovrebbe valere la vecchia legge, quella in base alla quale il povero Cristo deve farsi rapinare, perché se osasse reagire dovrebbe risarcire il ladro (Ermes Mattielli, che poi è morto di crepacuore, è un esempio). Siamo alla legittima difesa per fasce orarie. Il livello, in Italia, è questo. Introdurre una discriminazione legislativa tra il giorno e la notte mediante un concetto, la “notte”, appunto, che non è tecnico. Come si fa a qualificare se è notte oppure giorno? E se siamo all’imbrunire? E se c’è appena stato il passaggio all’ora legale?

Molto meglio sarebbe stato introdurre un principio giuridico chiaro ed univoco: chi commette una violazione di domicilio va automaticamente “contra legem”. È pertanto piena discrezionalità del proprietario di casa decidere come meglio agire per tutelare i suoi familiari e le sue cose. Inclusa qualche sacrosanta fucilata.

Tutto troppo semplice, per i soloni del politicamente corretto e per i benpensanti di turno. Alla testa dei quali si pone, come al solito, Roberto Saviano, ormai idolo assoluto dei centri sociali e di teppaglia simile. Di uno che pontifica su come debba difendersi un povero cristo che si trova i ladri in casa, dall’alto del suo attico a New York e con la scorta che gli guarda le spalle, non vale la pena parlare. Saviano descrive alla perfezione il tipico radical chic di sinistra che, quando il deretano non è il suo, pontifica di civiltà e di senso dello Stato, e se non fai come dice lui, allora significa automaticamente che sta tornando il Fascismo (questa parola mistica della quale anche il Roberto nazionale si riempie la bocca e di cui sa, evidentmente, ben poco). Quello stesso senso dello Stato che i suoi amichetti dei centri sociali smarriscono ogni volta che manifestano, con vetrine distrutte, guerriglia urbana e cariche contro la Polizia assortite.

Che questa legge sia una porcata, del resto, se n’è accorto anche il PD (ed è tutto dire!) che medita già di modificarla al Senato.

In che mani siamo…

Continue Reading