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Da che pulpito viene la predica…

Sembra che dare contro ai giovani di questo Paese, ormai, sia diventato lo sport nazionale. Praticato, in particolar modo, dalla classe dirigente italiana, vale a dire quella che ai giovani europei e italiani ha dato l’esempio peggiore, basato sulla corruzione, sul rifiuto di qualunque meritocrazia, sull’arroganza e sulla tendenza diffusa e generalizzata al ladrocinio istituzionale, legalizzato e non.

Dall’ex Ministro Fornero, che definì i giovani troppo “choosy”, con quella irrinunciabile spocchia tipica dei sinistri, passando per il suo vice, quel Michael Mortone che definì sfigati coloro che non riescono a laurearsi entro i 28 anni, dare contro ad una generazione in cui quasi un giovane su due è disoccupato, in cui ogni anno migliaia di ragazzi sono costretti a trasferirsi all’estero, spesso intraprendendo brillanti carriere in enti di Stati esteri, in cui tutto ciò che hanno saputo insegnarci, almeno alla stragrande maggioranza di noi, è stato solo il fanatismo da stadio e l’attesa spasmodica per l’imbecille palestrato che ogni fine settimana una masnada di imbecilli e di decerebrati paga per andare a vedere, tutto ciò sembra, anche viste le ultime parole del Ministro Poletti, l’ennesimo affronto.

Ebbene, sarebbe il caso di dire che da questa classe dirigente, che ha distrutto la Nostra Nazione sia economicamente sia moralmente e culturalmente, che ci ha impedito di avere ogni futuro (la metà di noi sarà fortunatissima se riuscirà a percepire una pensione statale, tanto per dire), che ci siamo stancati di prendere lezioni e di vederci indicati con quel ditino spocchioso. Anche perché, effettivamente, non possono permetterselo. Benchè meno quelli del PD.

Perché, dalla Lorenzin col diploma di maturità classica che diventa Ministro della Sanità, passando alla Fedeli che millanta lauree che non ha mai posseduto (e la cosa grave non consisterebbe tanto nel non avere una laurea, anche se nella posizione delicata del Ministero dell’Istruzione ci si aspetterebbe una persona con un minimo di competenza e di curriculum, almeno formale, ma aver mentito a tutta la cittadinanza), concludendo con un Poletti che, almeno sulla carta, appare completamente incapace per interpretare al meglio quel ruolo che ricopre, tutto possono fare, tranne farci la predica.

Come si permettono? Al netto degli imbecilli, che sono purtroppo la stragrande maggioranza, questo Paese è pieno di giovani volenterosi, seri, sani, che lavorano, che fanno volontariato, che ancora, almeno un minimo, cercano di partecipare attivamente alla vita politica e sociale della loro Nazione. 

D’altro canto, se abbiamo una generazione di inetti, incapaci perfino di compilare un bollettino postale ma non di “smanettare” l’ultimo modello di telefono cellulare, la colpa è soprattutto loro: inetti, arroganti, ignoranti, corrotti e ladri.

Amministratore

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