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Mese: marzo 2016

Il senso di Salvini per la raccolta voti

Pubblichiamo un intervento personale del responsabile della sezione “Bologna Pianura Est”, Elia Pirone


Per quanto risulti a prima vista problematico nella sua identificazione politica, capire Matteo Salvini è molto più facile di quanto in realtà non sembri.
Le sue ultime uscite pubbliche confermano questa tesi, suffragata peraltro da tutte quelle sfumature che il leader della Lega Nord ha assunto nel giro di un lasso di tempo molto breve. Le stesse che mandano in confusione chi è già confuso di suo. Ma chi ha veramente “fiuto” per i politicanti e le loro tecniche – chi come noi di MFL non si lascia trarre in inganno – ha ben chiara la situazione.
Chi è Matteo Salvini? O meglio: chi è stato? Anni fa era un anti-meridionalista convinto, uno che cantava fieramente “Senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani“; oggi ha fondato “Noi con Salvini”, contenitore civetta per rendere la Lega più digeribile al Sud (decenni di insulti, del resto, non sono passati inosservati). Qualche mese fa era il miglior amico di CasaPound, che i più attenti conoscono come una realtà politica sempre molto attenta a cavalcare l’onda giusta (“Salvini non parla più di ‘padania‘!” – ma lo Statuto della Lega ahimé sì, e nell’articolo 1…); adesso è pappa e ciccia col famoso centrodestra (e CasaPound l’ha rinnegata, ma dopo averla usata per far eleggere il pluriespulso Mario Borghezio all’europarlamento). Qualche mese fa si proclamava simpatizzante e alleato di Marine Le Pen (che, a dispetto di quanto alcuni ripetono senza prove e in modo politicamente povero, non è filo-sionista); in queste ore scopriamo che ha fatto visita allo Stato illegale di Israele, arrivando persino a delirare dicendo che i palestinesi “tengono in ostaggio milioni di persone“. Ora, se non bastassero tutti questi saltelli salviniani – e della Lega in generale – credo che l’ultimo balzo, la visita in Israele, sia quello che toglie ogni dubbio.
Preciso che io non ho la fissa degli ebrei: non sono abituato a giudicare i miei avversari dalla religione; insomma io non ce l’ho con l’ebreo, bensì con il banchiere, il capitalista, il guerrafondaio di regime, il lobbista. Ma non attacco né l’etnia né il credo, perché farlo significherebbe scendere in un razzismo che non appartiene a me e neppure ai Camerati. E farebbe il gioco dei detrattori, che non aspettano altro.
Tuttavia – e qui torno a Salvini – non si può accettare che una realtà politica costruita a tavolino sulla pelle di innocenti venga sostenuta in qualsiasi modo, specie quello spudorato del leader della Lega.
Israele è uno Stato canaglia che da decenni porta avanti una guerra etnica contro gli arabi e devasta e uccide in nome dell’ideologia che lo regge: il sionismo.
Questo è inammissibile, e Salvini, facendo ciò che ha fatto, si è comportato da irresponsabile, scegliendo con estrema nettezza il campo in cui e per cui combattere. In poche parole, Salvini si è dichiarato per quello che è realmente: un servo del sistema USA-israeliano e dell’asse occidental-capitalistica.
Credo personalmente che, ormai, non ci siano più dubbi: sostenere Salvini e la Lega significa compromettere la propria identità. Politica e culturale. Salvini non è più credibile e bisogna che la cosiddetta “Area” se ne faccia una ragione, se non vuol finire ancora più screditata di quanto già non sia ora (e non lo è poco…).
Scommettiamo, visto che manca poco, che il “buon” Salvini non dirà una parola sulla fatidica data del 25 aprile? Ci riaggiorniamo a fine aprile.

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C’è chi combatte…

Sempre in tema di lotta al terrorismo, è diventata virale in internet la foto di questa soldatessa siriana dei “Falchi del deserto” sul fronte di Palmira, che le ultime notizie danno liberata dai tagliagole dell’ISIS.
Che dire? C’è chi scappa vigliaccamente dalle avversità, pensando egoisticamente a se stesso e lasciando il proprio Paese alla mercé dei barbari, e c’è chi rimane dimostrando eroismo e amore per la Patria. Non servono ulteriori commenti.

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Liberali che mettono le bombe: riflessione sugli ultimi attacchi

A breve distanza dagli ennesimi attentati terroristici in Europa, interveniamo ancora una volta sul tema, l’opinione sul quale non è affatto cambiata rispetto alle posizioni che abbiamo espresso all’indomani dell’attacco al Charlie Hebdo, in Francia.
Cambia la posizione geografica, ma il problema rimane sempre lo stesso: il fallimento del progetto europeo, per come lo hanno concepito e lo concepiscono le élite liberal-tecnocratiche, è conclamato e questa è l’ennesima conferma di quanto MFL-PSN dichiara da tempo immemore. Non bisogna cadere nelle svariate trappole argomentative che tirano per la giacca i latenti pregiudizi – da ambo le parti – delle persone, del popolino così propenso a giudicare. Così come non accettiamo e riteniamo infondate le ricostruzioni secondo le quali per risolvere l’attuale situazione “c’è bisogno di più integrazione, più democrazia [la loro, però!] e più libertà”, allo stesso modo non accettiamo l’idea che, ora, sia necessario aprire una sorta di “caccia all’islamico” quale detentore di tutte le più crudeli arti responsabili della nostra sofferenza come popolo europeo. No: entrambe le posizioni (la prima tipica dei “democrat” piddini, la seconda più simile all’atteggiamento mostrato da Matteo Salvini della Lega Nord) noi le riteniamo irresponsabili, oltre che parziali e non utili alla risoluzione della grave questione che ci si pone di fronte. E’ vero che esiste un problema serio con un certo islam, peraltro molto diffuso in Europa, che, refrattario, ignorante e ostile, è in prima fila proprio contro l’integrazione proposta da coloro che lo hanno gentilmente ammesso sul suolo europeo. Ma è anche vero che il “dagli all’islamico” generalissimamente inteso assomiglia molto al “dagli al fascista” per partito preso che abbiamo dovuto sopportare in 70 anni di repubblica italiana.
Bisogna identificare i veri responsabili delle stragi: gli esecutori stanno a valle, ossia quei jihadisti fanatici e spesso manovrati dalle segrete stanze occidentali, ma coloro che permettono il dilagare degli stessi sono i padroni dell’Europa e dell’Occidente: i cosiddetti liberali, che subdolamente si trincerano dietro il paravento dei diritti e della libertà. “Noi – dichiarano questi stolti – siamo superiori ai nostri nemici perché, nonostante tutto, non neghiamo mai la libertà alle persone”. E pazienza se poi le stesse persone divengono carne da macello in nome e per conto di questa molto interessante idea di “libertà”. E pazienza se, nel frattempo, stanno negando alle persone la libertà di decidere il proprio futuro attraverso la precarizzazione delle esistenze dovuta alla crisi economica (generata anni or sono non certo dagli islamici o dai fascisti o dai comunisti, ma da chi ben sappiamo), lavorativa, sociale e morale. L’importante è che non si dica che mancano la libertà e la democrazia nei loro regimi. Parole senza senso e svuotate di vera sostanza politica. Parole che evidentemente si intendono valide universalmente, ma – quando si dice il caso – valgono solo per chi arriva e per certi privilegiati autoctoni; mentre il resto della popolazione subisce gli effetti di quello che in America è stato penosamente e ipocritamente chiamato Patriot Act!
Limitare i diritti reali, espandere gli pseudo-diritti (come la pagliacciata delle unioni gay) e parlare di isola felice che subisce vili e assolutamente immotivati attacchi “esterni”! E’ questo il capolavoro silenzioso dei nostri padroni che si definiscono liberali. E intanto disarmano i popoli – politicamente, culturalmente e antropologicamente -, li distruggono nel grande melting pot globalizzato e massificato, rendendoli alla mercé dei secondini dello jihad, che fanno il doppio gioco.
Noi questo non lo accettiamo! Rifiutiamo in toto le politiche irresponsabili e antinazionali dei governanti europei! Continueremo a ribadire questi concetti in ogni sede disponibile, fino al cambio di rotta definitivo della nostra Patria, per la costruzione di una vera e solidale Europa delle Patrie.

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Bologna: MFL contro la droga nelle scuole

Pubblichiamo il comunicato della sezione bolognese di MFL-PSN a seguito delle recenti polemiche sui controlli antidroga nelle scuole di Bologna.

Ieri la sezione bolognese di MFL-PSN è intervenuta nel surreale dibattito che si è acceso in città a seguito delle operazioni antidroga dei carabinieri in alcune scuole.
Dal momento che il “fulcro” della polemica contro l’intervento delle forze dell’ordine sono state le Laura Bassi di via S. Isaia, è proprio lì che abbiamo deciso di recarci per lanciare il nostro messaggio agli studenti di tutta Bologna. Non ci siamo fatti mancare anche un salto al liceo Copernico.
Dicendo “ama i cani, odia le zecche” intendiamo invitare la popolazione scolastica a non lasciarsi abbindolare dalla ormai arcaica e stantia retorica della sinistra che, celandosi dietro fiumi di parole vuote, mira in realtà alla creazione di zone al di sopra della legge dove la droga possa girare liberamente. Noi questo non lo tolleriamo! Perché vogliamo salvaguardare il ruolo formativo ed educativo dell’istituzione scolastica contro ogni tendenza che danneggi la salute e l’equilibrio della nostra gioventù. Perché diciamo no al finanziamento di realtà illegali e spesso mafiose. Perché, ancora una volta, i compagni la smettano di tentare di egemonizzare le scuole che in realtà non li seguono.

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8 marzo

“Bisogna essere stati in carcere o averne corso il rischio, essere stati perseguitati, oppure avere avuto contro di sé la massa, per capire che cosa valga una donna nella vita di un uomo. Credo che ciascuno di voi abbia un po’ di questa esperienza e credo che ciascuno di voi che ha riaperto delle Federazioni si è trovato accanto, tra i primissimi, qualche donna…”
(Alessandro Pavolini al discorso inaugurale del Congresso di Verona, il 14 novembre del ’43)

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