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Intimidazioni e violenze non si possono tollerare: lettera aperta al rettore dell’Alma Mater

Riportiamo di seguito la lettera aperta della sezione bolognese di MFL-PSN al magnifico rettore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, a seguito delle ennesime aggressioni al professor Angelo Panebianco effettuate dall’estrema sinistra universitaria.

LETTERA APERTA DELLA SEZIONE BOLOGNESE DI MFL-PSN AL MAGNIFICO RETTORE DELL’UNIVERSITA’ DI BOLOGNA UBERTINI

Caro magnifico rettore,
apprendiamo con stupore – per quanto ormai l’esperienza accumulata in questi anni di conoscenza attiva dovrebbe suggerirci il contrario, ossia non la passiva rassegnazione ma la “normale” rabbia quotidiana – che il professor Angelo Panebianco è stato nuovamente oggetto di una deliberata aggressione, la terza, da parte di individui che si dichiarano, tra le altre cose e quando hanno tempo, studenti dell’Alma Mater.
Ora, ci rendiamo conto che la Sua gestione è agli albori e che, con ogni probabilità, in questo preciso istante deve affrontare una certa quantità di problemi legati al Suo ruolo. Tuttavia desideriamo sottoporLe uno spunto di riflessione l’interesse per il quale – crediamo – sta a cuore a tutta la comunità universitaria e cittadina: siamo sicuri che esistano problemi più importanti del diritto a rivendicare scelte intellettuali non conformistiche? In altri termini: siamo sicuri che l’agibilità intellettuale, morale e accademica del professor Panebianco possa essere più o meno tranquillamente liquidata con una “dura e severa condanna”? Signor rettore, vogliamo sottoporLe una situazione di cui parlammo – a suo tempo – con il professor Dionigi, Suo predecessore. La situazione, cioè, in cui versa la nostra Università in termini di libertà di espressione. Esistono, all’interno dell’Unibo, sacche più o meno agguerrite di individui che fanno della violenza e dell’intimidazione il proprio modus vivendi e, di conseguenza, il proprio modo di intendere la lotta politica. Ci riferiamo a tutto quel mare di sigle – come il Collettivo Universitario Autonomo e Hobo (gli autori dei vari attacchi al professor Panebianco – che monopolizza e indirizza a proprio vantaggio la comune vita degli studenti universitari ordinari. Non dobbiamo certo ricordarLe i cosiddetti “blocchi della didattica”, che si sono avuti proprio all’inizio del Suo mandato, e che hanno impedito agli studenti, quelli che davvero sono degli di definirsi tali, di usufruire di un servizio di cui hanno pieno diritto, quali iscritti all’Alma Mater. Forse però possiamo farLe presente che, durante l’epoca del Suo predecessore Dionigi, i nostri prodi autonomi arrivarono persino, durante un’occupazione abusiva notturna, a danneggiare una vetrata dei locali del 38 di via Zamboni. Danneggiamento a causa del quale la Scuola restò chiusa per l’intera mattinata. E a proposito di occupazioni, Le rammentiamo che spesso e volentieri gli autonomi sfruttano i locali dei dipartimenti di via Zamboni per organizzare squallide festicciole di autofinanziamento o serie di serate apparentemente “impegnate”, che in realtà celano solo il desiderio di questi individui di propagandare le loro ignobili idee. Le quali del resto campeggiano già su tutti i muri della zona universitaria e tra le quali citiamo, a puro titolo di esempio: “Rivogliamo i marò, sì, nelle urne però…”, “Fascisti e polizia, una smitragliata e via”. “Zamboni 36, camerata dove sei? Zamboni 38, camerata fai fagotto”, “Coccia [il questore] appeso”, ecc. Immaginiamo non ci sia bisogno di continuare.
Ebbene, caro magnifico rettore, questi signori, che turbano le normali attività accademiche, che minacciano stimati professori, danneggiano aule e suppellettili e imbrattano palazzi dal valore storico, questi signori sono Suoi studenti. Non si sa bene da quanti anni siano fuori corso, ma siamo comunque certi che alcuni possiedano il badge che li qualifica come studenti dell’Alma Mater. Ora, signor rettore, il dovere La richiama al suo ruolo di rappresentante dell’Università di Bologna e Le impone di prendere provvedimenti che non si fermino a una condanna verbale. Lei ha gli strumenti per intervenire più duramente (e in modo più giusto). Lei può espellere questa gentaglia e privarla del diritto di qualificarsi come studenti della nostra Università. Questa scelta, oltre a essere un atto di giustizia in sé, andrebbe a vantaggio della credibilità di questa istituzione accademica e della Sua persona. Diversamente, è evidente che gli studenti che non accettano questa situazione, che ormai perdura da troppi anni, decideranno di organizzarsi in altro modo, cercando di porre fine autonomamente agli atti teppistici dell’estrema sinistra. La misura è colma e non bastano più ammonizioni o lettere di richiamo. I collettivi di estrema sinistra vanno espulsi dall’Unibo e ci aspettiamo che Lei prenda la decisione più giusta per la comunità accademica.

I nostri più distinti saluti

Vice-admin

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