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Quell’insopportabile bambino morto sulla spiaggia

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Sì, è vero, la foto che ritrae un bambino siriano riverso sulla spiaggia di Bodrum (Turchia), diffusa in queste ore dal giornale comunista il manifesto (che ne ha fatto anche la sua prima pagina di oggi), è insopportabile. Ma vediamo, di seguito, se anche i buonisti hanno qualcosa da rimproversarsi…
L’immagine, certamente molto cruda, è una dura lezione per i popoli europei, così come lo è la storia di Reem Hassam (clicca) – destinata, per forza di cose, visto l’andazzo radical-buonista di questa nazione, a passare sostanzialmente sotto silenzio -, altra siriana, per i Siriani e per i popoli orientali in generale. La storia di Reem, come potrete leggere, insegna a tutti i profughi – veri e presunti – che il primo dovere di colui che appartiene a una terra è combattere per essa quando viene minacciata da un pericolo, esterno o interno che sia, rimanendo all’interno dei suoi confini. Non è o non dovrebbe essere eroismo, ma naturale istinto di autoconservazione applicato alla propria comunità d’appartenenza, ma tant’è…
Di riflesso, la vicenda di questo bambino senza identità è un monito ai passati e presenti errori legati al colonialismo imperialista dei popoli europei verso le altre nazioni (è innegabile, infatti, che, se gli euro-americani non avessero ridotto in un certo modo diversi popoli lontani, tali popoli sarebbero rimasti con ogni probabilità appunto lontani da noi). Non solo, però! Affibbiare tutte le responsabilità agli effetti collaterali (mica tanto) del neocapitalismo sarebbe riduttivo e costituirebbe di certo un’autoassoluzione per certe ignobili categorie di individui che speculano sui fenomeni migratori.
Come appunto quelli del manifesto, che strumentalizzano immagini e vicende di questo tipo per diffondere la loro ripugnante propaganda pro-immigrazione selvaggia, insomma la globalizzazione dei popoli, il meticciato mondiale. E dire che dovrebbero essere anche loro – e adesso ci riferiamo a quei politici e a quelle persone che nelle posizioni del manifesto si rivedono – a fare mea culpa cospargendosi il capo di cenere. Infatti, la loro è una responsabilità materiale, quando sono (o sono stati) al governo, e morale, quando con la loro condotta hanno impedito alla coscienza della nazione di sviluppare un metodo di approccio preventivo a un’ondata migratoria generalizzata che si sapeva per certo che sarebbe arrivata e che sta duramente colpendo soprattutto l’Italia. Lo hanno impedito in nome di una distorta concezione anti-nazionale dei diritti umani.
Pertanto, vedano di non nascondersi dietro un dito o, peggio, di pontificare con l’indice alzato e lo sguardo severo, quasi a testimoniare una superiorità morale che non c’è e non può logicamente esserci! La responsabilità di tutti i morti nel Mediterraneo, infatti, grava anche su di voi, inerti buonisti.

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