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Mese: aprile 2015

I ridicoli deliri di Sua Nullità

Tratto dal blog del Vice Segretario Nazionale Andrea Chessa, www.chessaandrea.blogspot.com

Certe cose si fa fatica persino a commentarle. Persino il sottoscritto, che qualche parola pronta la trova sempre, trova difficoltà davanti all’ennesima crociata idiota e puerile della Presidente della Camera, quella Laura Boldrini che dimostra sempre più instabilità mentale e che, anziché essere iscritta di prepotenza in un regime di trattamento sanitario obbligatorio, viene lasciata su uno degli scranni più importanti dell’Italia a ponitificare di questioni di lana caprina.

Quale sconvolgente problema assilla la “nostra” Presidentessa della Camera? Il malessere sociale degli italiani? La disoccupazione che non lascia scampo, specie quella giovanile che è a quota 35/38%? L’invasione di massa che sta subendo l’Italia in questi ultimi anni e che rende sempre più problematica, se così si può dire, la convivenza tra gli immigrati di varie etnie che ammorbano l’Italia e noi altri cittadini? Niente di tutto questo. Quello che la Boldrini non riesce a mandare giù è la scritta “Mussolini Dvx” dell’obelisco datato 1932 che fa bella mostra di se al Foro Italico di Roma. Quella scritta, alla Presidentessa, proprio non va giù. Dopo aver affermato che i partigiani sono di casa all’interno del Parlamento Italiano – e nessuno concorda meglio di noi, perché non c’è nessuno che meglio dei partigiani riesce a rappresentare la condizione di infamia, di tradimento, di disonore e di vigliaccheria che governa l’Italia antifascista da settant’anni a questa parte – Miss 2% veste i panni della talebana, ponendosi, né più né meno, sullo stesso piano dei talebani o dei guerriglieri dell’ISIS. Come questi ultimi hanno completamente distrutto le statue di Mosul e di Ninive, incapaci, nella loro violenta ignoranza, di comprendere quella cultura e quindi desiderosi di distruggerla e annientarla, allo stesso modo questa nullità fatta donna cerca di nascondere le malefatte e la inutile vanagloria di questa classe di massoni usurai – che ci governa grazie all’invasione dei fucili americani – distruggendo la memoria di chi, invece, questa Italia è riuscita a farla davvero.

Si accomodi, Presidentessa. Già che ci siamo potremmo radere al suolo tutto il quartiere dell’EUR, disintegrare Carbonia e Latina affinché possa tornare a proliferare la malaria e gli acquitrini, togliere le pensioni alle vedove di guerra e, già che ci siamo, anche abbattere l’intera pineta del Monte Giano. Che sarà anche patrimonio artistico tra i più belli e suggestivi d’Italia, ma quella scritta Dux, voluta dai Fascisti nel lontano 1932, proprio non si può vedere.

Una differenza, però, tra i criminali dell’ISIS e la Presidentessa, c’è. I primi sono nostri nemici, e sono perfettamente riconoscibili. Sgozzano, uccidono, rapinano, stuprano: hanno il fucile, il passamontagna, e a sparargli addosso, ipotizziamo, si potrebbe provare pure un certo piacere. Laura Boldrini, viceversa, è più subdola. Ammantata del mantello delle belle parole e delle buone intenzioni che coprono l’impeccabile tailleur e la messa in piega sempre perfetta, in realtà nasconde le tipiche caratteristiche degli antifascisti, e di quelli di sinistra in particolare: un odio disumano, ferale, innaturale e mostruoso nei confronti dell’avversario politico e specialmente nei confronti di chi, contrariamente a lei e a quella genia di traditori e di indegni vigliacchi che si sente orgogliosamente di rappresentare, questo nostro Paese è riuscito a farlo grande davvero. 

Non c’è nemmeno da arrabbiarsi granché. Tolga pure tutti gli obelischi che vuole, Presidentessa: che le piaccia o no, il Fascismo è come una palla in mezzo al mare. Si può pure tentare di farla rimanere sott’acqua, vincendo col proprio peso la forza dell’acqua: ma appena ci si distrae ecco che la palla, prepotente e invincibile, ritorna a galla. Il Fascismo è esattamente questo, Presidentessa. Vi potete pure sforzare di eliminarlo, cancellarlo, dannarlo all’oblio eterno: è il segno più tangibile che, sgherri partigiani e invasori apolidi a parte, non l’avete ancora sconfitto. E non saranno certamente i suoi deliri da nullità quale Lei è a farci dimenticare chi questo Paese lo ha reso davvero grande.

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Intervista ad Andrea Chessa

Nato a Cagliari il 21 giugno 1983, laureato in Lettere Moderne all ’Università di Cagliari, è entrato a far parte del Movimento Fascismo e Libertà in Sardegna, dapprima come semplice militante, poi divenendo Capo Provincia, Vice Segretario Regionale sardo e infine responsabile per la zona del sud Italia e le isole. Appassionato di Storia, letteratura, informatica, musica e sport; occupazione principale, ovviamente, è la politica, che segue sia come semplice militante politico, sia dalle pagina internet del suo blog personale, chessaandrea.blogspot.com.

Come è nata la passione per la politica?

A casa mia si è sempre parlato di politica, l’ho sempre masticata fin da quando ero piccolo. Nell’età dell’adolescenza ho deciso di approfondire per conto mio quello che fino a quel momento avevo solo sentito: volevo scoprire cosa c’era oltre quello che sentivo e leggevo comunemente. Ciò ha comportato per me non pochi problemi, a cominciare dalle scuole superiori, dove era fin troppo facile puntare il dito contro il fascista e anche prendere la sufficienza ad un tema di italiano diventava impresa ardua. Perfino prima della prova finale, in quinta superiore, fui minacciato da una docente dal presentarmi vestito di nero per non irritare la commissione d’esame: “consiglio” che ovviamente non seguii. Provando sulla mia pelle la crudeltà e l’odio atavico di coloro che si sono autoproclamati gli unici detentori dei buoni sentimenti, della tolleranza e della democrazia, scegliere di stare dalla “parte sbagliata” è stata una scelta esistenziale, ancor prima che politica.

Il Movimento Fascismo e Libertà non si ritiene classificabile come partito di destra. Come possiamo identificarlo allora?

Non siamo né di destra, né di estrema destra, né destra sociale, né qualunque altro tipo di destra. Il Fascismo non è mai stato e non sarà mai di destra. Siamo solo e semplicemente Fascisti. Quello che per gli altri è un insulto o un disonore, o al massimo un’etichetta da sbandierare nelle squallide carnevalate che ogni anno tanti sedicenti “fascisti” fanno a Predappio, per noi è un vanto e un titolo di merito. Abbiamo deciso di utilizzare senza paura un nome che fa ancora paura sia a chi è ancora lobotomizzato dalla propaganda antifascista da settant’anni a questa parte, sia ai poteri forti che il Fascismo lo combatterono alleandosi con un mostro disumano quale fu il comunismo sovietico: come possiamo pretendere che le persone capiscano cosa vogliamo dire se noi stessi non abbiamo il coraggio di chiamarci per quello che siamo veramente?

Il vostro movimento è stato più volte citato in giudizio per la ricostituzione del Partito Nazionale Fascista e per aver usato simbologia fascista, ma è stato assolto. La motivazione è stata proprio la “Libertà” di cui gode il popolo rispetto al vecchio partito. Quali altre differenze ci sono?

Mi permetto una piccola precisazione. Siamo stati sempre assolti perché in questo Paese, contrariamente a quanto pensano coloro in malafede e i disinformati chesbandierano la famosa XII Disposizione Transitoria della Costituzione (probabilmente la loro conoscenza della Costituzione inizia e finisce qui), ci si può definire Fascisti, se si partecipa in maniera democratica alla vita politica della Nazione. Noi facciamo questo e più di 40 sentenze di assoluzione, visitabili sul nostro sito, lo dimostrano chiaramente. Alla faccia dei centri sociali e di coloro che cantano che “Uccidere un Fascista non è reato” (senza che nessun magistrato si senta in dovere di inquisirlo come invece accade a chi osa solo fare un saluto con il braccio teso). Quanto alle differenze tra noi e il Fascismo storico, non siamo così stupidi da vagheggiare il ritorno di un nuovo Mussolini (del resto uno statista così nasce una volta ogni mille anni!) o una nuova marcia su Roma. Riteniamo che il Fascismo sia, nei suoi propositi essenziali e fondamentali (difesa dell’identità, esaltazione del concetto di sovranità nazionale, socializzazione delle imprese, difesa della collettività con una grande attenzione al sociale e ai ceti più deboli della popolazione) la soluzione ai problemi che affliggono un’Italia la quale, grazie a questa classe di politici è diventata solo più povera, più insicura, più debole economicamente, socialmente e nei rapporti con gli altri Stati.

Del vecchio programma di Benito Mussolini, come considerate le leggi razziali del 1938?

Anche su questo argomento la propaganda di disinformazione e di menzogne che opera da decenni a questa parte ha, come al solito, inventato menzogne che hanno creato altre menzogne. Pochi sanno che già nel ’33, quindi prima che Adolf Hitler potesse mettere in atto qualunque violenza contro gli ebrei, per bocca di Chaim Weizman, rappresentante mondiale della comunità ebraica, tutti gli ebrei dichiararono ufficialmente guerra alla Germania, con tanto di articolo a caratteri cubitali sul New York Times. Internare un cittadino che si dichiara nemico di uno Stato è, da parte di quello stesso Stato, giusto e comprensibile, oltre che previsto dalle leggi di guerra all’epoca in vigore. Lo stesso fecero gli americani con gli italiani allo scoppio delle ostilità tra i due Paesi e non mi risulta che l’Italia abbia mai avuto nulla da ridire. Inoltre vi è da aggiungere che le esenzioni alle leggi razziali non impedirono a 250.000 ebrei di combattere valorosamente per i tedeschi (Bryan Mark Rigg, “I soldati ebrei di Hitler”, Newton & Compton Editori) mentre in Italia, a causa delle tante esenzioni previste, di fatto furono inapplicabili.

Cosa pensi dell’attuale situazione politica Italiana?

Non posso che guardare da lontano e col più assoluto disprezzo una classe politica fatta di mafiosi, corrotti, criminali e massoni  i quali, anche grazie ad una popolazione eccessivamente connivente e complice, hanno di fatto indebolito, umiliato e svenduto quella che un tempo era una grande Nazione. Dopo il 1945, abbiamo consegnato le chiavi di casa a comunisti e capitalisti: il risultato è una popolazione instupidita, schiavizzata e povera. Un governo serio (non si chiede tanto, no?!) non permetterebbe mai ad un gruppetto di burocrati europeisti di decidere quali riforme attuare e in che modo, così come non privilegerebbe mai immigrati estranieri a scapito degli italiani, così come non indagherebbe per eccesso di legittima difesa un benzinaio che ha avuto il solo torto di difendere un gioielliere e la sua impiegata che rischiavano di essere le vittime della solita banda di criminali rom, che, tra l’altro, manteniamo, a spese di tutti, in campi nomadi che sono covo di illegalità e delinquenza e che vengono protetti e coccolati da istituzioni, politici collusi e criminali di varia risma

Tra i partiti maggiormente votati, a quale vi sentite più affini?

Bella domanda… a volte ci hanno accostato alla Lega, ma nessuno di noi si è mai sognato di affermare che gli immigrati andavano sparati a vista o che i terroni erano il cancro d’Italia: ora la Lega riprende le posizioni che sosteniamo da vent’anni, pur con meno mezzi e visibilità rispetto a loro, e la cosa non può che farci piacere. Altre volte ci hanno accostato a Casapound, ma noi non abbiamo mai fatto alleanze con la destra di governo per agganciare qualche carro vincente. Altre volte ci hanno accostato a Forza Nuova, ma la verità è che il nostro è un partito laico, che lascia piena libertà di scelta religiosa ai suoi militanti e ai suoi elettori e mai si sognerebbe di insultare qualcuno perché non abbraccia la fede cattolica o non ha la pelle bianca: per noi un musulmano di colore che combatte per le nostre stesse idee è mille volte più degno di rispetto di un bianco con gli occhi azzurri, antifascista e cattolico. La verità è che nel panorama politico italiano siamo unici: non a caso abbiamo sempre rifiutato alleanze con la destra o l’estrema destra. Meglio correre da soli con le nostre percentuali da zero virgola qualcosa ma conservare quello che, secondo noi, manca davvero in questo Paese: la coerenza e la dignità prima ancora come persone ed esseri umani che come homines politici.

Cosa pensi dell’intervento dell’occidente nei paesi islamici contro il terrorismo?

Credo che se l’Occidente avesse messo in campo politiche diverse lungo gli ultimi decenni probabilmente non ci troveremo nella situazione di paranoia e di panico incui si trova gran parte dell’Europa, che ha commesso il tragico errore di pensare che semplicemente permettendo l’ingresso all’interno del nostro continente a persone diverse da noi per Storia, tradizione e cultura, col semplice contatto con noi si sarebbero assimilate e integrate. Oggi scopriamo non solo che questa è una balla colossale, contrariamente a quanto cercano disperatamente di negare, contro ogni evidenza, mondialisti e immigrazionisti di ogni risma, ma anche che questa gente, che evidentemente non accetta i nostri valori e l’Occidente tutto, è pronta a prendere le armi per rivoltarsi contro di noi. Anche perché spesso siamo stati noi ad armarli e a finanziarli, come ad esempio il tanto famigerato ISIS, che altro non è se non una creazione americana voluta e appoggiata per destabilizzare il governo legittimo del Presidente della Siria, Bashar Al Assad. Del resto il trucchetto è sempre quello: si prende di mira un governo che grazie alle sue politiche economiche e sociali cerca di riprendere e ripristinare la propria sovranità, lo si accusa di essere un crudele regime dittatoriale, e lo si rovescia a suon di bombe e massacri indiscriminati, in modo da rovesciarlo e poter instaurare il proprio governo fantoccio. Noi, in Italia, dovremmo saperne qualcosa. Non solo: noi condanniamo il terrorismo sempre e comunque. Perché mai l’operazione “Piombo fuso” con la quale Israele ha massacrato 800 bambini, nel silenzio connivente e complice dell’opinione pubblica mondiale, non viene considerata terrorismo? Perché mai le operazioni criminali che gli Stati Uniti portano avanti da settant’anni a questa parte dovrebbero essere considerate “interventi umanitari” e non essere chiamate per quello che sono, cioè operazioni di terrorismo, intimidazione e tentativi di rovesciamenti di governo con l’unico scopo di imporre al mondo intero la loro egemonia?

Credete che la gente abbia un’opinione sbagliata di voi? Come sono i ragazzi del Movimento Fascismo e Libertà?

Credo che sicuramente ci sia, in questo Paese, l’idea del Fascista come di un energumeno che gira armato di spranga a picchiare gli immigrati: paghiamo sia la nostra volontà di non nasconderci e di dichiararci apertamente per quello che siamo, sia l’ignoranza della gente, favorita da decenni e decenni di disinformazione mista a calunnia di politici, giornalisti, magistrati. I ragazzi di Fascismo e Libertà sono tanti, di tutte le estrazioni sociali, dal medico all’impiegato, passando per l’infermiere e l’operaio; si dedicano al volontariato, all’attività politica, allo sport, al lavoro, almeno chi ha la fortuna di averlo. Abbiamo delle idee propositive e costruttive, rifuggiamo la violenza, ma non siamo comunque disposti in alcun modo a chinare la testa o a farci sottomettere da nessuno, che sia il teppista di sinistra che assalta i nostri banchetti (sempre in dieci contro uno, come da tradizione partigiana) o che sia il giornalista calunniatore.

Fonte: http://www.unfoldingroma.com/personaggi/867/andrea-chessa/

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