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SBIRRI, MAGISTRATI E VITA REALE

(Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Dicembre 2018)

 

Una delle tantissime cose che mi fanno odiare gli imbecilli della cosiddetta “area” (e fra questi, purtroppo, mi tocca anche inserire alcuni dei nostri tesserati), è la tendenza assurda ad “amare”esercito e forze dell’ordine (che meglio sarebbe chiamare disordine), accomunandole alla nostra ideologia.

Questo deriva, oltre che da una profonda ignoranza, anche dal fatto che molti di questi “signori” non sono mai usciti dalla loro casa per propagandare il Fascismo (reale e/o presunto), e che quindi non hanno mai dovuto conoscere sulla propria pelle il modo di agire dei vari sbirri che imperversano nelle vite dei Fascisti veri, che si fanno conoscere e fanno politica anche al di fuori di Facebook e merda similare.

Leggo spesso cretinate che parlano di “eroi” dell’esercito caduti durante le varie missioni da Ascari, che l’esercito della colonia Italia ha compiuto non per la grandezza della Patria, ma per quella della patria dei giudeo – americani che ci comandano, nonché di “eroi” delle forze dell’ordine quando, una volta al secolo, costoro svolgono correttamente il proprio lavoro.

Eppure dovrebbe essere chiaro anche ai meno dotati intellettualmente: chi è pagato per fare un certo mestiere, quando lo fa non è un eroe, ma solo uno che fa il suo dovere; se un vigile del fuoco spegne un incendio, non è un eroe, ma un lavoratore che ha meritato lo stipendio, così come un Carabiniere e/o poliziotto che sventa un crimine.

E nessun militare di questa repubblica Banana sarà mai definibile “eroe” per essersi recato, senza motivo alcuno, ad ammazzare iracheni, libanesi, serbi, somali e chissà chi altro!

Certo, sarà per il fascino della divisa, che porta le donne ad andare a letto con chiunque la indossi, e certi maschietti a salutare romanamente, senza comprendere che una divisa delle SS e/o delle Camicie Nere non ha nulla a che fare con la divisa di Carabinieri, Paracadutisti, Alpini, Guardie giurate e magari portieri d’albergo!

Soprattutto i Carabinieri, lodati da molti idioti, hanno una storia che dimostra come la loro fedeltà sia volta a chi detiene il potere, e non certo al popolo, o a un’ideale particolare. Dopo la vergogna dell’8 settembre e la conseguente costituzione della RSI, moltissimi Carabinieri rimasti al nord collaborarono con le nuove autorità repubblicane, e molti di loro furono barbaramente trucidati dalla feccia partigiana… Ma è altrettanto vero che i Carabinieri rimasti al sud continuarono a servire l’inesistente regno d’Italia, combattendo a fianco dell’invasore angloamericano e macchiandosi le mani del sangue di innocenti eroi del Fascismo, come Ettore Muti.

SbirroOggigiorno, più modesta-mente, questi signori in divisa si limitano ad obbedire agli ordini di questa repubblica infame, al solo fine di guadagnarsi lo stipendio, senza badare a quelli cui rovinano l’esistenza per applicare questi ordini; sapeste quanti ne ho conosciuti di sbirri di ogni corpo pronti a dichiararsi Fascisti persino mentre rovesciavano i cassetti di casa mia, per obbedire a farneticanti ordini volti a colpire il “pericoloso” Fascista che aveva osato schierarsi prima con il Fronte Nazionale di Franco Freda, e poi con il MFL di Giorgio Pisanò.

Per non parlare di quelli che non si limitano ad obbedire gli ordini, ma addirittura lavorano alacremente per inventare dal nulla casi che serviranno ad incastrare altri “pericolosi” Fascisti.

Basti pensare alla povera Katia De Ritis, non solo arrestata ingiustamente dai Carabinieri del ROS (i quali non esitarono a minacciare l’85enne madre malata che protestava contro l’irruzione)mentre era malata di tumore ed in chemioterapia, ma addirittura incastrata da altri Carabinieri che le si erano infiltrati in casa per poterla coinvolgere in un golpe da operetta, che avrebbe dovuto tenersi con dei fucili da caccia da rubare ad un vicino di casa… Decine di intercettazioni diligentemente riportate dagli sbirri, nelle quali si sentivano dei poveracci dire delle frasi che più o meno diciamo tutti quando perdiamo la pazienza, ed un Capo golpe che, guarda caso, era proprio un ex Carabiniere e che, sempre casualmente, fu il primo ad uscire dalla galera dopo gli arresti illegittimi!

Ma vallo a spiegare a certi Fascisti da operetta che quella che chiamano “Benemerita” non ha proprio nulla a che fare con noi e che, al contrario, lavora per un regime che la utilizza in primis per reprimere proprio noi!

Giusto per aiutare i cretini nella comprensione, mi accingo a raccontare l’ultima mia esperienza diretta, che mostra le sinergie messe in atto da sbirri, magistrati e prefetti per rovinare l’esistenza a cittadini onesti che hanno quale unica colpa quella di avere e professare apertamente idee Fasciste e Nazionalsocialiste.

Non è la prima volta che parlo di certe porcherie, di solito messe in piedi dalla magistratura locale, come potrete anche rileggere in questo articolo:

http://lavvocatodeldiavolo.biz/?p=64;

tuttavia questa è la prima volta che mi capita di vedere una così stretta e capillare unità d’azione da parte delle cosiddette autorità della repubblichetta antifascista.

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Ma prima di procedere nel racconto è necessari una breve premessa, al fine di favorire la comprensione; negli anni 80, quando ancora vivevo a Torino con mia madre, mio padre, che già viveva e lavorava a Valfenera d’Asti (sono figlio di divorziati, caso mai non fosse chiaro), ottenne dai Carabinieri della stazione di Villanova d’Asti, il nulla osta a detenere una pistola in casa, a causa di alcune minacce ricevute dopo avere aperto una ditta di dimensioni considerevoli.

La pistola restò nel cassetto del suo comodino per anni, anche quando, nel 1989, mi trasferii insieme a quella che sarebbe divenuta a breve mia moglie, presso casa sua, per poterlo assistere dopo una grave malattia e relativa operazione.

Ripresosi dalla malattia, nel 1990 decise di trasferirsi nelle Marche, lasciando l’affitto di casa a me e mia moglie, dopo le nostre nozze del 1° Luglio 1990.

A quel punto sorse il problema della pistola; mio padre, privo di porto d’armi, non poteva portarla con sé, ma neppure io, privo di nulla osta, potevo detenerla nel luogo di residenza.

Fu proprio lo stesso Maresciallo dei Carabinieri che aveva concesso il nulla osta a mio padre e proporci la soluzione: una sorta di voltura dell’arma a nome mio, che mi dava il diritto di continuare a detenerla dove era sempre stata.

Così la pistola restò nello stesso comodino di sempre, che era diventato nel frattempo mio.

Lì rimase per alcuni anni, almeno fino a quando le autorità astigiane della Repubblica Banana non mi promossero a pericolo pubblico numero uno per le istituzioni antifasciste, ovvero dopo avere notato il mio impegno pubblico in politica per un’ideale che ben conoscete.

Dal 1992 circa, subii decine di perquisizioni per i motivi più fantasiosi e deliranti, durante le quali tutti gli sbirri dei vari corpi dello Stato, Digos in primis, mi chiesero di verificare lo stato della pistola e dove la tenessi, trovandola sempre nel cassetto del solito comodino.

Persino quando qualche gentile “compagno” decise di lanciare una molotov contro casa mia, non ricordo se nel 1994 o 1995, gli sbirri che sgomitarono per fotografare il mio balcone ed i cocci della molotov, procedettero allo stesso modo nei confronti della pistola.

Per la cronaca: dopo eroiche indagini, foto e commenti vari, le autorità della repubblichetta antifascista sentenziarono che la molotov fu certamente uno scherzo di cattivo gusto!

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Si arriva così, fra una porcata e l’altra del regime antifascista, alla fine dell’anno 2007, allorquando iniziai le operazioni di trasferimento da Valfenera d’Asti, al paese limitrofo di San Paolo Solbrito; ovviamente, anche in questo caso, non avrei potuto muovere l’arma per trasferirla… Mi rivolsi quandi, ancora una volta, ai Carabinieri di Villanova d’Asti, i quali mi aiutarono a risolvere il problema… Così, dal gennaio 2008 in poi, la mia cara pistola rimase nel cassetto del mio comodino, che si era però trasferito a San Paolo Solbrito.

E lì è rimasta per i successivi dieci anni, senza più essere disturbata da perquisizioni varie di chi probabilmente si era stancato di non trovare nulla per incastrare ed incarcerare il pericoloso Fascista che osava presentarsi alle elezioni!

Ma torniamo alla cronaca dell’ultima infamia che intendevo raccontarvi; un bella mattinata di alcuni giorni fa, io e mia moglie sentiamo una mezza dozzina di scampanellate consecutive, tipiche di una certa arroganza che ben conosciamo… Uscita a controllare, mia moglie nota un’auto dei Carabinieri davanti al cancello; i solerti difensori dello Stato antifascista dicono di dovere entrare per un controllo… Mia moglie chiede se poteva sapere il motivo e la risposta dell’arrogante graduato è stata: NO.

Ora, non so se costoro siano semplicemente ignoranti, o se credano di potere ottenere tutto con l’arroganza e la protervia, ma qualsiasi cretino sa bene che nessuno sbirro può pretendere di entrare a casa vostra senza un regolare mandato; chiunque, senza essere un genio, o un laureato, può trovare con una breve ricerca su Google quanto segue:

“Ma allora, se arrivano a casa i carabinieri e vogliono procedere alla perquisizione senza mandato: è vali-da? Assolutamente no. Senza mandato (e anche in caso di mancata indicazione degli elementi sin qui descritti), la perquisizione non è valida e puoi rifiutarti di farla fare. La perquisizione, per poter essere legittimamente effettuata, deve essere predisposta secondo la legge e nessun carabiniere può operarla di propria iniziativa; è un diritto del perquisito, infatti, avere un decreto motivato disposto dal pubblico ministero o dall’autorità giudiziaria competente”.

https://www.laleggepertutti.it/190599_carabinieri-perquisizione-senza-mandato-e-valida

Quindi l’arrogante Carabiniere antifascista avrebbe potuto ricevere, come risposta, una bella pedata nel sedere!

Ma, come sempre accade, chi non ha nulla da nascondere e non vuole allungare troppo una farsa, fa comunque entrare gli allegri sbirri, anche per sapere esattamente che cosa li abbia spinti a violare il domicilio di due cittadini onesti.

Una volta entrato, il graduato, dopo essersi lamentato per la presenza dei miei cani che gli avrebbero sporcato la divisa con i loro peli (sarebbe bastato evitare di rompere i coglioni al prossimo in casa propria, restandosene a casa e/o in Caserma), lancia la sua domanda da un milione di dollari: “Lei ha una pistola in casa?”

Rispondo sorridendo che ovviamente ho una pistola in casa e che loro lo sanno benissimo, in quanto regolarmente detenuta con nulla osta rilasciato proprio da loro (inteso come Carabinieri di Villanova d’Asti, non come persone fisiche), e che sarebbe grave se non l’avessi più…

Il Maresciallo chiede di vederla e lo porto davanti al comodino nel quale è sempre stata; inizia così una sceneggiata napoletana ch subito non capii (ma capii poco tempo dopo, cioè quando scoprii la sinergia fra sbirri e magistrati che vi illustrerò in seguito), nella quale il graduato, con toni da Mario Merola, iniziò quasi a disperarsi per la “grave” irregolarità! La pistola, a suo dire, dovrebbe essere custodita in una sorta di cassetta di sicurezza (o magari cassaforte?), separata da proiettili e caricatori.

Ribatto che molto stranamente nessuno dei tanti sbirri che mi perquisì casa e cassetto del comodino negli anni passati aveva mai trovato nulla da ridire sul luogo di conservazione della pistola, ma lui, imperterrito, risponde che non può farsi carico delle “irregolarità” dei suoi colleghi…

Infine, mi rivela il gran segreto: dal 2013 è cambiata la normativa, ed è stato introdotto l’obbligo della visita medica periodica per chi detiene armi.

Osservo che siamo alla fine del 2018, e che in quasi sei anni qualche genio della locale Stazione dei Carabinieri avrebbe potuto avvisarmi della cosa… Una telefonata, un sms, una mail, o magari una cartolina postale, se non addirittura un fischio dal finestrino dell’auto quando ci si incontra in paese!

Ma il Maresciallo risponde con una di quelle frasi che hanno reso celebri i Carabinieri delle barzellette: “Lo deve sapere, ne hanno parlato anche in TV!”

Peccato avere perso quel programma TV; magari sarà stato in qualche replica della serie Mediaset “Carabinieri”!

Proseguendo questa pagliacciata, il Maresciallo sequestra la pistola e mi chiede di raggiungerlo in caserma per stilare un verbale… Tanto noi cittadini non abbiamo un cazzo da fare, se non obbedire ai loro insulsi ordini!

Nella sala d’aspetto della caserma un Carabiniere mi rivolge domande demenziali, il cui senso non compresi subito: “Lei ha qualche antifurto? Porte blindate? Inferriate?”

Rispondo che avevo una pistola per badare alla mia sicurezza, e che tanto mi bastava.

Poco dopo, al momento di ritirare il verbale di sequestro, comincio a rendermi conto della porcata che mi stanno preparando, certamente ispirata da “qualcuno” con qualche pizzino… Leggo sul verbale, in neretto e bene evidenziato, che il sottoscritto custodiva la pistola sul comodino (non è vero, era in una vano interno), a disposizione di chiunque (vivo in casa con mia moglie, non ho mai avuto figli e non ospito nessuno)… Praticamente una evidente volontà di fare del male al sottoscritto per inguaiarlo.

Ma la cosa più assurda e degna del cabaret dello Zelig è la seguente: gli sbirri hanno la faccia tosta di scrivere una frase del tipo “Poiché Gariglio non ha antifurti, porte blindate e/o inferriate, chiunque può introdursi in casa sua ed impadronirsi della pistola”!

In altre parole, poiché i vari sbirri di questa Nazione, pagati per prevenire e reprimere il crimine non fanno il loro dovere, preferendo rompere i coglioni alle persone per bene, oppure appostarsi dietro i cespugli per derubare automobilisti incauti, qualsiasi criminale può in effetti introdursi non solo a casa mia, ma in quella di chiunque non sia ricco e tutelato da scorte pubbliche e private!

Quindi, non tocca a loro fare il loro dovere, ma a me riempirmi di antifurti e sistemi di sicurezza per ovviare alle loro criminali manchevolezze!

Naturalmente, nel verbale –  truffa redatto a bella posa per arrecarmi più danni possibili, non si fa alcuna menzione al fatto che a casa mia vivono ben sei cani adulti, e che probabilmente fanno più da deterrente di ridicole inferriate alle finestre!

Nelle settimane successive, giusto per comprendere quelle sinergie di cui parlavo all’inizio dell’articolo, si scomoda addirittura la mitica Prefettura, che mi scrive chiedendomi quel famoso certificato medico che tutti avevano “dimenticato” di chiedermi dal 2013!

Dopo una breve ricerca su Google, trovo questo:

“Entro il 4 maggio 2015 chi detiene armi deve presentare il certificato medico di idoneità psicofisica alla detenzione; in pratica lo stesso certificato richiesto per il rilascio del nulla osta all’acquisto, previsto dall’art. 35 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Lo stabilisce il decreto legislativo n. 121 del 29 settembre 2013, entrato in vigore il 5 novembre, che ha introdotto diverse novità in tema di controlli per l’acquisizione e la detenzione di armi (bianche, da sparo o da fuoco). (…) Le persone che entro la data di scadenza non avranno provveduto a consegnare il certificato agli uffici di Polizia o Carabinieri che avevano ricevuto le denunce di detenzione, riceveranno una diffida per la presentazione del certificato stesso. Se nei successivi 30 giorni la certificazione non sarà presentata, sarà avviato il procedimento finalizzato al divieto di detenzione.

 https://www.poliziadistato.it/articolo/36638

 Avete notato l’ultima parte evidenziata? Chissà perché avranno dimenticato di inviarmi la citata diffida –  richiesta del certificato medico? Mistero…!

Giusto per proseguire in questa farsa, mi reco dal mio medico della mutua e mi faccio rilasciare un certificato che attesti la mia perfetta salute, nonché il fatto di essere sano di mente e lo invio alla Prefettura… Risposta: non va bene; bisogna ottenere, dopo il certificato del medico della mutua, la certificazione comprovante l’idoneità psico-fisica, rilasciata dall’A.S.L. di residenza, oppure dagli Uffici medico-legali e dalle strutture sanitarie militari e della Polizia di Stato.

In poche parole, trafile assurde e costose a base di marche da bollo, versamenti e gabelle varie, per un totale di poco inferiore ai 100 Euro… Ovviamente, per una pistola che i solerti sbirri mi avevano già trafugato!

Decido di infischiarmene delle minacce mafiose, ed attendo fiducioso la prossima porcata della Prefettura.

Ma nel frattempo, ecco spuntare i maiali in toga (ricordate le sinergie?); ricevo, a tempo di record, dapprima un rinvio a giudizio dove una solerte PM rossa non convalida il sequestro (ovviamente illegale perché non supportato da alcun mandato), ma alla riga successiva dispone il sequestro, in modo tale da ripulire la porcata illecita degli sbirri, ed infine richiede l’emissione di un decreto penale di condanna.

Per quale reato? Boh…

Ancora a tempo di record, risponde il solertissimo GIP rosso, che copiando le porcate scritte dagli sbirri in questione, mi condanna per:

“(…) non avere adottato la necessaria diligenza a tutela dell’interesse della pubblica sicurezza, avendo custodito l’arma in modo negligente, alla portata di chiunque potesse introdursi nella dimora, e cioè sul comodino della camera da letto con il serbatoio contenente sette cartucce inserite”.

bandanax_3254E così si conclude una porcata organizzata e voluta dagli sbirri locali, dalla Prefettura (quella che da vari anni pilota operazioni di sabotaggio ai danni delle liste elettorali del MFL-PSN) e dai solerti maiali in toga.

Qual è la condanna richiesta dalla PM rossa?  Trenta giorni d’arresto, ridotta a 15 giorni per il rito abbreviato e sostituiti da un’ammenda di 1125,00 Euro (che non vedranno mai, a meno che non vogliano ottenerli pignorando qualche vecchio mobile da casa mia)!

Dulcis in fundo, non essendo il maiale in toga soddisfatto, ci tiene anche ad offendere il sottoscritto, sottolineando l’equità della pena in rapporto alla “gravità” del fatto ed alla personalità dell’imputato!

Ovviamente il riferimento è al fatto di essere un Fascista e Nazionalsocialista dichiarato, visto che in 55 anni di vita non ho mai subito un’accusa, né tanto meno una condanna, per reati connessi alla violenza… Anzi, se così fosse stato, grazie alla vicinanza che sempre dimostrano i maiali in toga con i delinquenti comuni, certamente la mia personalità sarebbe stata valutata in modo molto più positivo!

Potrebbe bastare così, ma quando si ha a che fare con le istituzioni mafiose italiane, al peggio non c’è mai fine; la mitica Prefettura mi ha inviato una ulteriore raccomandata per sollecitare la consegna del famoso certificato medico… Con estrema cortesia mi annunciano di avermi restituito il certificato del medico della mutua per favorirmi… Peccato che nella busta non ci sia! Potenza delle istituzioni mafioso -partigiane!

Ora, l’ultima cosa che manca a questa vergognosa vicenda è l’intervento dell’avvocato d’ufficio; molti, fidandosi dei telefilm americani, credono che questa figura sia gratuita e che serva ad aiutare chi ha delle difficoltà economiche, ma in Italia non è così.

L’avvocato d’ufficio è una figura gradita alla Procura e che andrebbe retribuito come qualsiasi altro avvocato; in ogni procedimento penale viene indicato il nome di uno di questi avvocati, che con estrema velocità ti scrive per chiederti se vuoi accettare i suoi servigi, oppure rivolgerti ad un avvocato di fiducia.

Normalmente, nelle centinaia di farneticanti processi contro di me, ho sempre evitato di contattare questi luridi mestieranti, tranne in un caso, ovvero quello descritto nel mio articolo “Maiali in toga”, il cui link ho ricordato all’inizio di questo scritto… Così come ho quasi sempre evitato di nominare altro legale, che mi avrebbe rubato i soldi come tutti, senza difendermi decentemente. Diciamo che ho sempre lasciato fare alle varie Procure d’Italia, per lasciargli la soddisfazione di condannarmi rapidamente!

Ma la squallida categoria degli avvocati d’ufficio ha un modo subdolo di procedere, di norma; ovvero, pur non essendo mai stati contattati, né incaricati, costoro si recano comunque alle udienze, dichiarando di non avere avuto istruzioni dal “cliente”, rimettendosi, quindi, alle decisioni del giudice. Successivamente alla condanna, però, questi sciacalli inviano una parcella delirante, di solito intorno ai 3/4000 Euro, con la quale reclamano il pagamento di prestazioni mai richieste, né mai erogate! Seguono poi solleciti vari, ed infine l’atto di precetto con il quale minacciano esecuzioni forzate per riscuotere il loro “credito”! Perché fanno questo vero e proprio atto infame e truffaldino? E’ presto detto; a volte incappano nel tipico coglione, l’italiano medio, che terrorizzato da minacce e precetti, trova il modo di pagare, magari indebitandosi, mentre quando incappano in un tipo come me, che risponde a pernacchie ai loro tentativi di estorsione, corrono a richiedere il pagamento della parcella allo Stato, che assicura questa categoria infame contro i rischi di non essere pagati dai clienti! Quindi, pur non lavorando e non avendo difeso il presunto “cliente”, possono permettersi di inventare parcelle dettagliate (mi è capitato di riceverne alcune dove venivano conteggiate varie ore di  “telefonate al cliente”, per varie centinaia di Euro, da parte di “nobili” avvocati che non avevo mai sentito!), ed esigerne il pagamento dal “cliente”, o dallo Stato!

Ennesima porcata che solo nella repubblica Banana viene tollerata! Attendo fiducioso…

Carlo Gariglio

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Tenetevi pure il vostro 25 aprile, traditori bastardi.

Pagliacci. Non si possono considerare altrimenti i personaggi che, puntuali, ogni 25 aprile (ormai, però, iniziano anche da qualche settimana prima) monopolizzano piazze e TV per la loro ridicola carnevalata pomposamente definita “festa della liberazione” (la “l” è volutamente minuscola).

Diventa quasi divertente osservare questi miserabili servi sgomitare per prendere la prima fila delle dichiarazioni e delle interviste in TV, mentre fanno a gara a chi sia più antifascista dell’altro. La prima fila, ovviamente, spetta ai traditori dell’ANPI, l’associazione dei partigiani. Solamente in questa disgraziata Nazione, da settanta anni serva di americani e giudei, si può tollerare un movimento che inneggia così esplicitamente all’odio di parte e che difende conclamati e dichiarati criminali di guerra, come stabilito dalla sentenza numero 747 del Tribunale Militare Italiano – volutamente nascosta e dimenticata da tutti, perché troppo scomodo sarebbe considerare coloro che si ammantano della qualifica di eroi e di liberatori per quello che realmente furono: banditi e terroristi al soldo dell’invasore anglo-americano, correi, con costoro, di innumerevoli crimini di guerra e di stragi mai passate al vaglio di nessun Tribunale di Norimberga.

Ed eccoli lì, i servetti, tutti con il capo chinato, ammantati da quella artificiale aura di democrazia e di diritti umani che scompare puntualmente il 26 aprile, quando si chiede a gran voce il carcere per gli avversari politici, la messa al bando e la soppressione di movimenti politici espressamente democratici ma col solo torto di non piegarsi alla vulgata politicamente corretta di lor “signori”, oppure si irridono gli avversari politici pubblicando orgogliosamente le loro foto a testa in giù. Il #restiamoumani vale solo e soltanto se sei un clandestino di colore, ancor meglio se un invertito: per tutti gli altri è “A Piazzale Loreto c’è ancora posto”.

Ed è così che il 25 aprile diventa, come ormai tutti gli altri 364 giorni dell’anno, la giornata dell’odio istituzionalizzato contro i Fascisti. I quali, evidentemente, ai bei tempi hanno dato ai nonni di questi vermi talmente tanti calci nel culo che i loro vigliacchi nipotini, a distanza di ottanta anni, se la fanno ancora sacrosantemente sotto.

A Modena i teppisti dei cessi sociali, pienamente consci della totale impunità di cui possono godere, hanno vandalizzato il monumento in ricordo dei caduti di Nassyria. Giusto qualche trafiletto sul giornale locale.

Altrove è stato il monumento ai martiri delle foibe ad essere imbrattato, per l’ennesima volta, nel silenzio più assordante.

Stessa cosa è accaduta a Noli, alla lapide che ricorda Giuseppina Ghersi. Questa povera ragazza, torturata, violentata ripetutamente e infine gettata dentro una fossa carsica per la sola colpa di essere la figlia di un gerarca fascista triestino, non ha ancora pace.

A Viterbo i rappresentanti delle Forze Armate abbandonano la cerimonia, disgustati dal solito pippotto filoclandestini del rappresentante dell’ANPI, che non ha perso nemmeno in questa circostanza l’occasione per sparare qualche bordata contro Matteo Salvini, reo di aver interrotto il redditizio affare dei moderni schiavisti di uomini.

A Roma Virginia Raggi, che una parola contro i Fascisti la trova sempre, viene contestata da centri sociali ed ANPI: quando sei troppo servo fai schifo pure al tuo stesso padrone.

A Milano dai cessi sociali viene contestata la Brigata Ebraica, tra fischi e sberleffi.

Insomma: questi subumani son talmente carichi di odio che nemmeno nel loro giorno riescono a stare inquadrati, uniti, cementati da un obiettivo comune, fosse anche quello di esaltare i loro padroni sotto i vessilli di una democrazia e di una libertà solo apparente, fasulla, plastificata. 

Perché noi lo sappiamo bene. Sappiamo bene che questa Nazione, per vent’anni, tornò ad essere faro di Civiltà e luce di Giustizia, come lo era stata nei duemila anni precedenti. Sappiamo bene che questa Nazione ha saputo essere qualcosa di meglio dei vostri Fedez, dei vostri Grande Fratello, dei vostri Platinette, dei vostri cellulari ultimo modello, dei vostri clandestini che stuprano uccidono e rubano, delle vostre puttane, dei vostri padroni giudei, dei vostri massoni, delle vostre 191 basi di occupazione americana.

Noi, come ogni giorno, continueremo a celebrare i nostri morti, i migliori, coloro che caddero per difendere l’Onore della Patria e per tenere fede, fino all’ultimo, al giuramento fatto, per dimostrare che non tutti gli italiani furono traditori e voltagabbana, anche mentre tutto intorno a loro crollava, anche mentre il loro mondo era avvolto dalle fiamme dei bombardamenti alleati, e non si poteva nemmeno sparar loro addosso come si conveniva perché i bastardi partigiani avevano sabotato le munizioni nelle fabbriche.

Piccoli, piccolissimi brandelli di resistenza di un mondo che non c’è più. Sparuti gruppi di soldati politici, ancora vigili, che difendono con orgoglio i brandelli di bandiere, saldamente trincerati attorno ad antiche rovine. 

Tenetevi pure le vostre feste farlocche, miserabili traditori bastardi.

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PICCOLI RAZZISTI ALL’AMATRICIANA CRESCONO

(Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Ottobre 2018)

Come ho già detto più volte, la mia voglia di fare politica e di scrivere articoli ha raggiunto i minimi termini, stanti ignoranza e cretinismo sempre più diffusi nella nostra cosiddetta “area” politica.

Anche in questo caso, ritornando a parlare dei noti razzisti all’amatriciana, ovvero quelli che seguono bovinamente i dettami del razzismo inventato dagli anglosassoni, senza neppure sapere che in base a questi dettami noi italiani siamo considerati (insieme a tutti gli europei latini ed a quelli dell’est) esattamente alla stregua dei negri, riproporrò un mio vecchio articolo del 2011 che dimostrerà come nulla sia cambiato in 8 anni di cretinismo pseudo fascista, ad eccezione dei nomi degli idioti citati.

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Ma prima di addentrarmi nei ricordi, volevo fare questo breve preambolo, che descrive alla perfezione l’ignoranza mostrata dai razzisti all’amatriciana in occasione dei recenti campionati mondiali di pallavolo, maschili prima e femminili poi.

Durante questi avvenimenti, su Facebook imperversavano decine di questi coglioni (tutti regolarmente bloccati dal sottoscritto), che straparlavano soprattutto contro le negre (ma italianissime) presenti nella nazionale femminile di pallavolo.

Ma prima di quelli femminili, ci sono stati i mondiali maschili, i cui “eroi” nazionali designati sono stati, come descritti da Wikipedia:

Ivan Zaytsev è un pallavolista russo naturalizzato italiano. Gioca nel ruolo di schiacciatore e opposto nel Modena; Osmany Juantorena Portuondo è un pallavolista cubano naturalizzato italiano. Gioca nel ruolo di schiacciatore nell’Associazione Sportiva Volley Lube. È nipote di Alberto Juantorena, campione olimpico a Montréal 1976, nonché politico di Cuba.

Quindi, “eroi” della Nazione un russo ed un cubano, divenuti italiani in un secondo tempo e con naturalizzazioni (specialmente quella del cubano) quanto meno sospette…

Fra i tanti coglioni che commentavano questi avvenimenti, nessuno si è indignato per la presenza di questi stranieri italianizzati, per il solo e semplice fatto che questi signori avevano la pelle bianca (il russo), oppure non troppo scura (il cubano).

Casi umani analoghi agli appassionati di calcio che tollerano da sempre le varie naturalizzazioni di argentini, brasiliani, uruguaiani ed altri di pelle quasi bianca, salvo poi indignarsi quando in nazionale gioca Mario Balotelli, certamente negro, ma altrettanto certamente italiano a tutti gli effetti, in quanto adottato da una coppia di italiani.

Oltre tutto, questi coglioni che tanto blaterano di purezza razziale, non sanno neppure che il fenomeno di inventare ascendenti italiani a calciatori di mezzo mondo era già in auge persino nel 1934 e 1938, ovvero quando l’Italia vinse due mondiali di calcio consecutivi:

http://quasirete.gazzetta.it/2014/06/12/azzurro-oriundo-da-mumo-orsi-a-paletta-i-naturalizzati-ai-mondiali/

Tornando alla pallavolo maschile, i due “eroi” sopra descritti, dopo avere maramaldeggiato nelle prime fasi contro avversari di seconda fascia, si sono sciolti come neve al sole durante la fase finale, finendo spazzati via dalle nazionali veramente forti, che hanno buttato fuori l’Italia dal podio.

Ma è con i mondiali femminili che gli idioti cerebrolesi del “razzismo” nostrano hanno dato il peggio di sé… Decine di messaggi deliranti ove si accusavano le 2 ragazze italiane di colore di essere delle scimmie (detto, oltretutto, da personaggi che se si guardassero allo specchio, o guardassero bene i cessi con i quali si accoppiano, capirebbero che non è necessario essere negri per assomigliare a dei gorilla!), altri messaggi ove si accusavano i giornali che mostravano le foto delle suddette giocatrici di razzismo alla rovescia… Il peggio del peggio dei nostri razzisti all’amatriciana!

Ora, venendo ai fatti, se la stragrande maggioranza degli articoli di giornale che riguardavano le vittorie della squadra femminile di pallavolo si concentravano, soprattutto, sulle due ragazze negre, magari la soluzione è molto più semplice delle teorie complottiste dei nostri razzisti all’amatriciana; basta guardare questa interessante classifica riguardante i premi assegnati alle migliori giocatrici del mondiale:

Miglior palleggiatrice: Ofelia Malinov (Italia)

Miglior opposto: Paola Egonu (Italia)

Miglior schiacciatrice: Miriam Sylla (Italia).

camice nere razzismo stopCapito, cari cerebrolesi del razzismo nostrano? Le due negre sono state le migliori giocatrici del mondiale, di una spanna superiori alle altre nostre e pur brave giocatrici di pura “razza” italiana! E in loro  compagnia c’è anche una ragazza italiana nata de genitori bulgari, che ovviamente non urterà la vostra demenziale suscettibilità “razzista” in quanto di pelle bianca!

Come già fatto per i due giocatori della squadra maschile, nati stranieri e divenuti italiani per decreto, ecco cosa dice Wikipedia delle giocatrici risultate le migliori del mondiale:

Paola Ogechi Egonu è una pallavolista italiana. Gioca nel ruolo di schiacciatrice e opposto nell’AGIL (È nata a Cittadella da genitori di nazionalità nigeriana).

Miriam Fatime Sylla è una pallavolista italiana. Gioca nel ruolo di schiacciatrice nell’Imoco (Nata a Palermo da genit-ori ivoriani, si trasferisce giovanissima a Val-greghentino in Lombardia, dove inizia a giocare a pallavolo nelle giovanili del Grenta e successivamente dell’Olginate e dell’Amatori Orago).

La carriera di Ofelia Malinov, figlia dello allenatore bulgaro Atanas Malinov e della ex pallavolista Kamelia Arsenova, comincia nella stagione 2011 – 12, quando viene ingaggiata dal Bruel Volley Bassano, in Serie B1, squadra a cui resta legata per oltre tre annate; nello stesso periodo fa parte della nazionale Under-18, con cui vince la medaglia d’argento al campionato europeo di categoria 2013, di quella Under-19, e dal 2014, ottiene le convocazioni anche nella nazionale maggiore, debuttando nel World Grand Prix.

Quindi, ricapitolando la demenziale filosofia dei nostri razzisti all’amatriciana, si possono imbarcare nelle nostre nazionali stranieri di ogni risma, naturalizzati più o meno veri, ma devono essere di pelle bianca, o quanto meno di pelle non troppo scura!

Gli altri, invece, seppure nati e cresciuti in Italia, godenti della cittadinanza per diritto e non per “gentile” concessione, vanno insultati e discriminati perché di pelle scura!

Pensate che qualche coglione di Facebook si è pure vantato di avere fatto il tifo, nella finale per il titolo femminile, per la squadra della Serbia, contro le negre brutte e cattive schierate dall’Italia! Serbia, che, giusto per ricordarlo, è una delle Nazioni eredi di quella Jugoslavia barbara e criminale, che infoibò migliaia di italiani, fascisti e non, rubando ed annettendosi parti di territorio storicamente italiane!

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A certi escrementi che fingono di essere Fascisti e portano avanti, al contrario, il razzismo barbaro e becero inventato dagli anglosassoni bisognerebbe togliere d’ufficio la cittadinanza italiana e spedirli a vivere proprio in Serbia, così starebbero insieme ai loro simili!

Addirittura, giusto per chiudere in “bellezza”, qualche idiota vantava anche la nazionale cinese, perché non aveva negre in campo! Quella Cina comunista, dove lo Stato ha potere di vita e di morte sui cittadini ed il lavoratore è sfruttato oltre ogni limite… E chissà perché neanche i negri più poveri d’Africa desiderano andare a vivere in un simile paradiso!

Purtroppo la lotta contro l’ignoranza non si potrà mai vincere, e ci toccherà avere a che fare per sempre con certi idioti che discriminano le persone per il loro colore e/o per la loro religione.

Godetevi a seguire l’articolo di cui vi parlavo, costruito su un magistrale lavoro di ricerca del compianto A. Mariantoni, esperto senza pari del mondo arabo e mediorientale.

Carlo Gariglio

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Uno dei motivi per i quali la cosiddetta “area” è destinata a continuare nei suoi fiaschi e nella sua marginalità politica è proprio la crassa ignoranza storica che caratterizza molti dei militanti e moltissimi dei cosiddetti “leader”…

Non a caso si leggono spesso posizioni deliranti e demenziali, degne del Ku Klux Klan o di qualche altro gruppetto razzista americano, spacciate per “fascismo” o “nazismo” da qualche giovinastro che confonde le sue antipatie personali con la dottrina politica di questi movimenti storici; posizioni che, fra l’altro, paiono essere fatte apposta per legittimare l’avversione dei “democratici” nei confronti di questi “nazisti” e “fascisti” all’amatriciana.

Tante volte mi è capitato di litigare sui forum telematici del MFL con personaggi che insultavano senza remore gli altri popoli (africani, orientali, arabi…) ed altre religioni (molti sedicenti “fascisti” credono ancora che un “vero” Fascista debba difendere il mondo cattolico, ovvero quel mondo che ha tradito il Fascismo ancora prima della fine della guerra, e che l’ha relegato oggi al ruolo di “male assoluto” e barbarie…), utilizzando linguaggi ed aggettivi da trivio, degni al massimo di qualche borgataro da stadio.

Quando si tenta di spiegare a qualcuno di questi idioti che Fascismo e Nazional-socialismo non si sognarono mai di prendersela con lo straniero in quanto tale, né tanto meno di avversare la religione Islamica, costoro alzano le spalle e quasi ti scambiano per un cretino!

Ricordo un forzanovista “DOC”, ovviamente pelato e tatuato, al quale feci vedere una foto storica di Hitler a colloquio con il Gran Muftì, esclamare: “Ma che ci fa il Fuhrer seduto insieme ad un arabo?”

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Ecco, in questa frase si sintetizza la “cultura” storica dei tanti estremisti di destra da quattro soldi, che qualcuno pretenderebbe di collocare abusivamente nel nostro mondo, orgogliosamente Fascista e Nazionalsocialista, ma che invece stanno benissimo a braccetto con i loro degni alleati della CDL, Lega Nord in primis.

Quando mai, il Nazional-socialismo tedesco, con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti, si è sognato di essere antiturco, antiarabo, antivietnamita o semplicemente antistraniero?

Basta sfogliare un qualunque libro di storia seria per apprendere che durante il Secondo conflitto mondiale, il Gran Muftì di Gerusalemme, Haji Amin Al-Husseini, parlava da Radio Berlino per incitare alla rivolta i popoli Arabi sottomessi e colonizzati da quelle Potenze, loro sì razziste ed imperialiste, che la falsa storia ci ha sempre spacciato come “democrazie”, cioè Francia e Gran Bretagna; che il generale Rachid Ali al-Khilani, nel 1941, aveva preso il potere in Iraq dichiarandosi alleato delle ideologie dell’Asse; che lo Shah Reza d’Iran aveva delle simpatie naziste e per quella ragione era stato detronizzato, costretto ad abdicare e deportato in Sud Africa dagli Inglesi nel 1942 (dove fu fatto morire di stenti, in prigionia, a Johannesburg, nel 1944); che il Polacco Dr. Szymkowicz, Mufti dell’Ostland, e Mohamed El-Gazani, poeta e capo fila dei Musulmani antisovietici dell’URSS, avevano aderito al Nazionalsocialismo; che il Turco Alparsan Türkes (capo dei “Ulkücüler” e delle “Formazioni Turaniane”) era un alleato del III Reich; che gli Indiani Ali Ginnah (futuro fondatore del Pakistan nel 1949), i fratelli Subhas e Sarat Shandra Bose, il Dr. M.K. Mukherjee, Nambiar Habibur Rahman e diversi leaders del Sud Est Asiatico si erano politicamente schierati dalla parte dell’Asse Roma – Berlino – Tokio.

Basta informarsi adeguatamente (ma non presso gli alleati dell’estrema destra come Borghezio e Calderoli…) per scoprire che la maggior parte dei Movimenti nazionalisti arabi dell’epoca – come il “Mouvement des Jeunesses Destouriennes” di Férid Bourguiba; il “Parti National Arabe” di Benouna; il “Parti National des Réformes” di Abdel Khaled Torrès; il “Comité d’Action Révolutionnaire Nord Africain” di Yassine Abderrahmane; le “Chemises Bleues” di Mustapha El-Ouakil; “Jeune Egypte” di Ahmed Hussein; le “Chemises d’Acier” di Michel Aflak e Salah El-Din El-Bitar; “Misr-el-Fatat”, le “Chemises Vertes” egiziane; la “Haras el-Arab”, la Guardia Araba siriana; il Gruppo “Nadi-el-Arabi” del Dr. Saïd Abd el-Fattah Iman; il “Club el-Mutunah” di Saïd Thabit e Amine El-Rueihei; il “Club El-Futuah” di Abdul Ghafur El-Bedri; il “Comité d’Action Marocain” di El-Uazzani; il “Consiglio di Difesa della Palestina Araba” di Nabi El-Azma e Adil Arslan; il “Cercle Franco-Musulman” di Mohamed Luaïeb; la “Lega d’Azione Nazionalista” di Abu El-Huda El-Yafi; la “Fraction Istiqlal” di Ahmed Balafrej, Brahim El-Uazzani e Mohamed Lïazidi; il Movimento degli “Ufficiali Liberi” del Generale egiziano Aziz El-Misri; ecc. – sostenevano apertamente la politica di hitleriana di quel periodo.

È sufficiente, infine, recarsi nel cosiddetto “Medio Oriente”, per apprendere che negli anni ’30, Antoun Saadé e Fakhri El-Barudi, fondatori del Partito Popolare Socialista Siriano o Pierre Gemayel fondatore delle Falangi Libanesi (Kataeb), si erano ispirati all’ideologia nazista e fascista di quell’epoca; che il Druzo Chekib Arslan (Presidente del “Comitato Sirio-Palestinese” e fondatore del Movimento panarabo), l’Algerino Ben Badis, il Tunisino Habib Bourguiba e diversi fondatori del FLN algerino degli anni ’50, nonché Gamal Abdel Nasser, Anuar El-Sadat, Abdel Munim Abdul-Rauf (dirigenti del movimento degli “Ufficiali Liberi” egiziani) e lo stesso N’Kruma (futuro Présidente del Gana) avevano espresso simpatie per quell’ideologia e ricevuto congrui appoggi finanziari e militari da parte del regime di Hitler.

Non dimentichiamo che tra gli ispiratori del Movimento Nazionalista Arabo di quell’epoca, c’erano uomini come Hassan Salamè (Palestinese filo-nazista), i fratelli Mohammed e Ahmed el-Salman (nazionalisti iracheni filo-fascisti e rispettivamente, nel ’36, Capitano e Generale d’aviazione), Musftafà el-Ouakil e Ahmed Hussein (egiziani ed ex responsabili delle «camicie verdi» filo-fasciste del loro paese). Ed ugualmente, Abderrahmane Yassine (nazionalista algerino filo-nazista), Takki El-Din El-Hilali (siriano filo nazista, uno degli speakers ufficiali in lingua araba di radio Stuttgart e di radio Berlino), Brahim Tobal, Rachid Driss, Hassine Triki ed il Dr. Ben Slimane (nazionalisti tunisini favorevoli all’Asse), Younès el-Bahri e Ali El-Okab (iracheni filo nazisti, speakers a radio Berlino) Belkacem Radjeff e Momahed Igherbouchène (Berberi o Kabili filo nazisti, speakers a radio Paris-Mondial), Mansour Daoud (Principe egiziano ed ex-volontario nelle Waffen-SS), Béchir Madhébi (Tunisino ed ex responsabile dei servizi di propaganda dell’Asse nel suo paese), El-Salam Benouna, El-Naciri, Brahim el-Ouazzani (nazionalisti marocchini filo nazisti) e Mohammed El-Maadi (Maghrebino ed ex Comandante della prima Brigata volontaria Araba nei ranghi della Wehrmacht, in Francia)…

Questo, naturalmente, senza contare le centinaia di migliaia di volontari Bosniaci (due Divisioni musulmane Waffen SS, la 13° Gebirg-Division “Handschar” e la 23° Gebirgs-Division “Kama”), Croati (cinque Divisioni Nazionali “Hravatsko Domobranstvo”, la “Crna Legija”, la Milizia Ustascia, nonché due Divisioni e numerose Legioni volontarie sul fronte dell’Est), Albanesi (Waffen-Gebirgs-Division der SS “Skanderberg” guidata da Mostepha Bey Frashery), Cosacchi (la Ostlegion, la XIV Kosaken-Kavallerie-Korps der SS Don-Kosaken, la 19° Waffenverbände der SS «Kuban-Kosaken», la 20° Waffenverbände der SS «Terek-Kosaken», la 21° Waffenverbände der SS «Sibir-Kosaken»), Arabi (quarantottomila volontari integrati nella Wehrmacht, senza contare quelli della “Phalange Africaine”, della “Deutsch-arabische Lehrabteilung”, della “Brigade El-Maadi”, della “Französische Freiwilligen Legion” e delle diverse milizie armate costituite tra il 1942 ed il 1944 dal “Rassemblement National Populaire” di Marcel Déat, dal “Parti Popoulaire Français” di Jacques Doriot, dal “Mouvement Franciste” di Bucard e dal “Mouvement Social Révolutionnaire” di Eugène Delonche) e Russi (più di un milione di uomini inquadrati nella “Russkaja Osbodie Telnaja Armia”, l’Esercito di liberazione nazionale russo, agli ordini del Generale Andreï Vlassov).

Non parliamo delle Divisioni e delle centinaia di Brigate e Reggimenti composti da volontari Bulgari, Serbi (inquadrati nella Divisione SS “Prinz Eugen”), Turchi, Ukraini (l’Esercito di liberazione Ucraino), Bielorussi, Turkestani (la Legione Turkestana), Tartari (la Legione della Volga dell’Obersturmfürer Olzcha), Caucasici (la Legione Caucasica di Ali Khan), Azeri (la Legione SS guidata dal generale Mikhail Dudanginsky), Armeni (la Legione Armena), Georgiani (la Legione Georgiana), Tibetani (un Battaglione di volontari figurerà tra i difensori di Berlino nel 1945) ed Indiani-Indù (la 17° Indische Legion der Waffen-SS ed i quattromila volontari del 950° Panzergren-adierregiment e della 18° Unità della SS Freiwilligen-Panzergrenadierdivision “Horst Wessel”, senza contare i 50.000 volontari dell’Indian National Army di Subhas Shandra Bose, inquadrati nell’esercito nipponico).

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Venendo ad anni e personaggi più recenti, come dimenticare il Partito Baath di Saddam Hussein, vera e propria trasposizione moderna dei partiti e dei regimi Fascista e Nazionalsocialista? E come dimenticare i tanti mentecatti italioti di destra, felici di appoggiare il cosiddetto “mondo occidentale” (che ha da decenni ripudiato ogni forma di Fascismo e Nazionalsocialismo…) negli eccidi e nelle rapine operate ai danni dell’Iraq, nel 1991 prima (con tanto di voto favorevole all’aggressione del MSIDN!) e nel 2003 poi?

Del resto, per sbugiardare la favola del razzismo nazista, può bastare un semplice sguardo ad uno dei tanti filmati d’epoca riferiti alle Olimpiadi di Berlino del 1936, ove ci vengono mostrati atleti ed accompagnatori di squadre africane, arabe ed asiatiche, sciamare tranquillamente per la città di Berlino, sedendosi spesso nei Caffè locali, ove venivano serviti da camerieri tedeschi… Vi immaginate voi una cosa simile nei locali di molti Stati del sud degli Stati Uniti, ove la segregazione razziale è stata sancita per Legge fino quasi agli anni ’70? Eppure la Germania Hitleriana ci viene dipinta come un mostro razzista, mentre gli USA di ieri e di oggi vengono contrabbandati come la più alta forma di democrazia dell’universo!

Mentre il mondo si affanna ancora oggi a considerare l’Italia Fascista una Nazione barbara per l’adozione delle Leggi Razziali del 1938 (Leggi che, è bene dirlo, rimasero largamente inapplicate, tali e tante erano le esenzioni contenute al loro stesso interno), nessuno osa ricordare il razzismo americano contro negri ed ispanici, o quello australiano, grazie al quale gli aborigeni fino a pochi anni or sono erano addirittura privi dei diritti politici! Ma USA ed Australia sono state meta, guarda caso, dei viaggi entusiasti del tedesco che dirige la Città del Vaticano, il quale non ha perso occasione per lodare questi regimi razzisti e per straparlare della solita “barbarie nazista” che gli avrebbe rovinato la gioventù!

Verrà prima o poi il momento in cui i nostri nazisti all’amatriciana da stadio saranno rinchiusi in modo coatto dentro una scuola, ove potere studiare con profitto la vera storia ed i veri Fascismo e Nazionalsocialismo? Verrà il momento in cui potremo dirci Fascisti e/o Nazionalsocialisti senza dovere prima prendere le distanze da questi cerebrolesi, che si divertono a farsi partigiani non di una ideologia, ma della parodia storica della stessa che gli hanno dipinto sopra antifascisti, giudei e comunisti assortiti?

Ne dubito, ma continuo a sperare…

Carlo Gariglio

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