Banner sito jpeg

L'unico movimento del e per il popolo italiano!

Aiutateci a ripristinare la legalità. Basta 1 euro

 

Vi chiediamo di aiutare, in un momento di grave crisi, un locale di Palermo, il Fusorario, che ha deciso di investire sulla rinascita della città, garantendo posti di lavoro sicuri e il ripristino della legalità in una zona della, Piazza Olivella, da sempre preda di abusivi e illegali di varia natura.

Perché aiutare un locale che forse nemmeno conoscete e dove, probabilmente, non andrete mai?

È presto detto. Il Fusorario, per bocca del suo titolare, Francesco, ha sempre lottato per il ripristino della legalità, attirando su di se, nel corso degli anni, molte minacce, intimidazioni, e attentati dinamitardi contro il locale. È stata una birra da 4 euro, servita per errore ad un cliente oltre l’orario di chiusura, la condanna di Francesco, del Fusorario e dei suoi dipendenti. In una zona preda del malaffare, della mafia e dell’illegalità, in cui i controlli delle autorità sono pressoché inesistenti e chi si batte per ciò viene emarginato e ostracizzato, quando non apertamente minacciato, il Fusorario si trova a pagare una sanzione di 7.000 euro. Il tutto per una sola birra.

È per questo che facciamo appello a chiunque di Voi per aiutare un locale storico di Palermo, il Fusorario, a non soccombere contro l’accanimento burocratico, l’illegalità, il malaffare, tutti nemici che Francesco e la sua famiglia hanno sempre combattuto.

Basta una donazione, anche di 1 euro, al conto corrente intestato ad Arkimede di Capizzi Francesco SAS, IBAN IT 56 B 03268 04605 052227535380; oppure conto Paypal: fusorario@me.com.

Aiutateci a ripristinare la legalità. Basta 1 euro.

Continue Reading

Lo ius soli? La sinistra lo ha già introdotto. Grazie alla Magistratura

A Vicenza, e in altre parti d’Italia, si registrano una serie di ricorsi contro la mancata assegnazione del bonus bebè nei confronti di cittadini stranieri. I quali fanno ricorso e, sempre più spesso, vincono.

Nel 2014 il governo Renzi scrisse un passo importante per l’operazione di pulizia etnica dolce che la sinistra sta attuando, con una caparbietà a dir poco criminale, nei confronti della popolazione italiana: la concessione del bonus bebè anche agli immigrati. Fu richiesto un solo requisito: avere un permesso di soggiorno lungo, e non “a scadenza”.

Molte donne, a Vicenza come a Brescia, Mantova e in altre parti d’Italia, hanno fatto ricorso contro questo principio che opponeva da un lato donne straniere con un permesso di soggiorno “a scadenza”, e dall’altra donne straniere con un permesso di soggiorno “lungo”. Ovviamente hanno trovato un giudice che ha dato loro ragione, stabilendo che distinguere tra chi è da tanti anni in Italia e chi invece è arrivato da poco fosse una discriminazione: via, quindi, al bonus bebè per tutti, stranieri o non stranieri che siano. Tanto paghiamo noi…

Viene da chiedersi innanzitutto con quali soldi persone che, almeno in teoria, fuggono dalle fame e dalla povertà, possano pagarsi avvocati italiani che le sostengano in simili battaglie, ma la risposta è ovvia: basterebbe scavare in quella galassia di sigle e siglette prone agli invasori e disposte a mettere a loro disposizione risorse, consulenze, finanziamenti e aiuti che spesso la popolazione indigena del Nostro Paese si vede negati.

Grazie a questa serie di ricorsi i soldi che aveva stanziato il Governo Renzi – un centinaio di milioni, praticamente briciole (basti pensare che spendiamo 4/5 miliardi all’anno per favorire l’immigrazione clandestina sulle nostre coste) – sono finiti. Si dovranno trovare altri soldi per pagare le straniere che hanno fatto ricorso e hanno vinto, come non si sa. Ci si inventerà, probabilmente, qualche altra tassa con la quale gli italiani dovranno finanziare anche questa ennesima pretesa dei fancazzisti stranieri che abbiamo accolto a braccia aperte per anni e anni.

Zitta zitta, la sinistra ha introdotto lo ius soli di fatto. Lo ha fatto con il suo braccio armato di lungo corso: la magistratura italiana.

Continue Reading

La bandiera nazista dei Carabinieri e l’ipocrisia di questo Stato

 

Dopo la spiaggia Fascista di Chioggia; le figurine di Anna Frank con la maglia della Roma; i pericolosissimi nazisti che entrano nelle sedi pro-clandestini, leggono un volantino e poi se ne vanno, ecco che arriva, finalmente, il nuovo tormentone con il quale una stampa connivente e complice dà l’assist perfetto ad una sinistra oramai in fase terminale per idee, proposte e progetti, che riesce a compattarsi solo nei termini di un antifascismo ottuso, livoroso e bavoso: la bandiera nazista dei Carabinieri.
Conoscerete sicuramente il fatto: in rete inizia a circolare la foto dell’interno di una caserma dei Carabinieri con una (presunta) bandiera nazista. Apriti cielo! I vertici dell’Arma si dicono indignati, la Pinotti pretende una Commissione di inchiesta, la sinistra al caviale si strappa i capelli (rasta, ci auguriamo, così almeno farebbero meno schifo) per il “Fascismo che ritorna”.

Sorvoliamo, per carità di Patria, sul fatto che la bandiera in questione non è affatto nazionalsocialista: si rifà al Secondo Reich, quello prussiano, e non certamente al Terzo. Probabilmente è stata appesa da un appassionato di militaria, vale a dire oggettistica come bandiere, manifesti, mostrine, armi d’epoca, tutte cose che colleziona chi è appassionato di collezionismo, indipendentemente dallo schieramento di appartenenza e dal periodo storico. Io stesso, per lavoro, sono solito recarmi nello studio di un libero professionista che ha questa passione, specialmente per i manifesti di propaganda relativi al secondo conflitto mondiale: nel suo studio, quindi, si possono vedere appesi manifesti della RSI come della Russia sovietica, del Giappone come della Germania Nazionalsocialista, e via dicendo, senza che ciò implichi che la persona in questione patteggi per l’una o per l’altra parte.

Non paghi della figura barbina rimediata e delle pernacchie che sono arrivate da tutte le parti, il Ministro della Difesa Pinotti è riuscita, se possibile, a rendersi ancora più ridicola, con queste motivazioni: va bene, abbiamo capito che la bandiera in questione non è nazista, ma è comunque utilizzata nelle manifestazioni dei neonazisti, quindi la questione rimane grave, anzi gravissima.

Verrebbe voglia di farsi togliere un pezzo di cervello per farlo trapiantare nella testa degli antifascisti, almeno cinque minuti, giusto per fargli capire quanto sono imbecilli, tanta è la stupidità causata dal livore ideologico.

Se estendessimo questo ragionamento imbecille in altri ambiti, non ne usciremmo più. Noi siamo Fascisti e spesso, nelle nostre uscite pubbliche, sventoliamo la bandiera italiana: si vieta l’esposizione della bandiera italiana su tutto il suolo nazionale? E durante le partite di calcio come si fa? Meno male che l’Italia non si è qualificata, altrimenti avremmo rischiato di intasare le procure di questa repubblichetta, già nel caos per conto loro.

Se andassi a mangiare il panettone davanti alla tomba di Benito Mussolini allora il tipico dolce del nord Italia verrebbe messo fuorilegge?

Basterebbe questo per mettere a tacere questi morti viventi tanto incapaci di una qualunque azione concreta per il benessere della Nostra Nazione quanto pronti, alla minima idiozia, ad alzarsi in piedi come un sol uomo per strepitare del nulla cosmico. 

La questione, però, nasconde una ipocrisia di fondo.

Nella caserma di Nassirya, in seguito all’attacco kamikaze che uccise 28 persone, 19 delle quali italiane, fu ritrovata una bandiera della Repubblica Sociale in una delle camerate dove era stanziato il reparto italiano. In quel caso nessuno pronunciò una parola, lo Stato fece silenzio e commemorò quei morti senza alcuna polemica, perché aveva bisogno di simboli e di martiri per compattare attorno a se la popolazione italiana nella guerra che ci vide impegnati come cagnetti scodinzolanti al fianco di quello Stato criminale e guerrafondaio degli Stati Uniti d’America.

Il 31 dicembre del 2010 Matteo Miotto venne ucciso in Afghanistan con un colpo alla testa da un cecchino nemico, che non gli lasciò alcuna via di scampo: nella foto che venne mostrata ai media venne cancellato lo stemma sabaudo del tricolore che Miotto aveva con se in missione. Lo Stato aveva bisogno di simboli, e di martiri, per compattare la popolazione italiana in un’altra guerra di aggressione condotta dagli Stati Uniti, quella contro l’Afghanistan dove, ci venne detto, si nascondeva il terrorista Osama Bin Laden.
Quando il 23 dicembre 2016, a Sesto San Giovanni, due carabinieri uccisero il terrorista Anis Amri, inizialmente senza nemmeno sapere che fosse lui, nessuno, se non quattro disadattati sociali di sinistra, fece notare che i due Carabinieri pubblicavano sul loro profilo Facebook foto e video inneggianti al Fascismo ed ai reparti italiani coinvolti nel primo conflitto mondiale. Allo Stato servivano degli eroi, che fortunatamente non divennero martiri, per compattare la popolazione italiana contro quello stesso pericolo terrorista che abbiamo contribuito ad amplificare permettendo l’ingresso di centinaia di migliaia di sbandati sociali sul suolo italiano ed europeo, e per farsi bello agli occhi del mondo.

Ora che la caccia al Fascista è aperta, e a breve rischia perfino di divenire legalizzata, allo Stato i martiri non interessano più: vogliono compattare il popolo italiano contro il pericolosissimo estremismo Fascista (lo stesso di quelli del Veneto Fronte Skinheads, che hanno “osato” leggere un volantino in una sala, pubblicamente e a volto scoperto, per poi andarsene tranquillamente senza torcere un capello ad anima viva) per cercare disperatamente di conservare quel terreno che sentono franargli sotto i piedi.

Continue Reading

Piagnucolosi, ipocriti e cacasotto: sono gli antifascisti

Ormai l’antifascismo militante è paranoico, isterico, aggressivo, ma soprattutto cacasotto. Come da più di settant’anni a questa parte, si badi bene. Succede che dei militanti del Veneto Fronte Skinheads entrano in una sede dell’associazione “Como senza frontiere”, che riunisce a Como, per l’appunto, decine di realtà pro-invasione, e leggano un volantino, in maniera pacata e composta, ai presenti. Poi, con la stessa calma e la stessa pacatezza con la quale sono entrati, se ne vanno. Il tutto senza aver torto un capello a nessuno, senza aver nemmeno sfiorato nessuno di quei militanti che, giornalmente, collaborano con lo straniero per l’invasione della Nazione da parte di genti estranee che, se fossimo in un Paese civile, sperimenterebbero sulla loro pelle ben altro che questa pacatezza. Ai giornalai di regime non sembra vera, una notizia del genere. Per quanto non ci sia nessuna aggressione basta definirla, come ha fatto Paolo Berizzi su La Repubblica, una azione dimostrativa di una “pacatezza inquietante” e il caso da montare è bello e pronto. Con un gioco linguistico la pacatezza diventa “inquietante”, ed ecco che tutti i soloni del politicamente corretto, in primis quel Matteo Renzi che addirittura se l’è presa con quei politici rei di non aver stigmatizzato energicamente l’accaduto (la nuova religione politicamente corretta dei sinistri non esige solo cieca obbedienza, ma anche entusiastica adesione al Nuovo Credo), hanno trovato un po’ d’aria perdar fiato ai denti, almeno per qualche giorno. Il metro di giudizio con il quale si giudicano i nemici e si interpretano gli amici non potrebbe essere più palese: gli antifascisti che minacciano il proprietario di un locale colpevole solo di aver affittato uno spazio ai ragazzi di Casapound, e ciò con metodi tipicamente mafiosi (del resto antifascismo e mafia vanno a braccetto, dal ’45 in poi) come affiggere un volantino dove si indica chiaramente nome, cognome e indirizzo di casa del proprietario in questione, passa completamente sotto silenzio; un semplice e pacifico gesto politico, come esprimere ai collaborazionisti pro-invasione tutto il proprio dissenso per le politiche immigrazioniste che sta portando avanti l’Italia, è un atto di inaudita violenza. Passano gli anni ma rimangono quelli di sempre: ipocriti, piagnucolosi e, soprattutto, cacasotto.

Continue Reading

L’irritante questione del terrorismo islamico

Pubblicato su Il Lavoro Fascista – agosto 2017

Di Carlo Gariglio

Spero che il grande storico revisionista Carlo Mattogno mi perdonerà per avere parafrasato un suo titolo, precisamente “l’irritante questione delle camere a gas”, ma credo che mai paragone fu più azzeccato; infatti, questo mitico terrorismo islamico, assomiglia sempre di più alle camere a gas… Tutti ne parlano, tutti ne scrivono, tutti dicono di temerlo, ma nella realtà dei fatti non è mai esistito, quanto meno nel modo e nella misura in cui cercano di contrabbandarcelo.
In questo periodo non si può più vedere un notiziario televisivo senza sentire parlare di questo imminente pericolo; ci dicono, con voce studiata, che esiste un pericolo terrorismo, ci parlano di misure di sicurezza (concetto che in Italia rasenta il comico), si inventano attacchi sventati per un soffio (ma in realtà si tratta sempre di idioti che straparlano al telefono di quanto sarebbe bello fare saltare questo o quello obiettivo)… Ma nonostante tutti questi allarmi, a tutt’oggi in Italia gli attentati dei presunti terroristi islamici sono fermi al numero zero, così come possiamo contare zero morti e zero feriti.
Stranamente, gli stessi mezzi di comunicazione non ci parlano mai del pericolo camorra, nonostante non passi settimana senza qualche omicidio a Napoli e dintorni… Anzi, di recente ci è toccato anche assistere agli strali lanciati dal novello Pulcinella sindaco di Napoli, che tuonava contro certi “media” che avevano osato inserire Napoli fra le cento città più pericolose del mondo… Detto da autorità che si affrettano ad ammonire i turisti appena arrivati nel napoletano, consigliando loro di non indossare gioielli e monili atti ad attirare le attenzioni dei delinquenti locali! Neppure ci parlano del pericolo discoteche, nonostante ogni sacrosanto fine settimana veda ormai aggressioni, accoltellamenti, incidenti stradali e quant’altro, causati dalla moda bestiale di gonfiarsi di droga ed alcool quasi tutte le notti, che questo Stato di merda si guarda bene dal contrastare. Ma continuano a parlarci di un pericolo che finora non ha prodotto morti… Certo, qualcuno starà obiettando: “Ma la Francia? Ma la Spagna? Ma la Gran Bretagna?” Ed io prontamente rispondo: “Ma chi se ne frega?” Ora, sia ben chiaro, il sottoscritto non fa parte di quella categoria di sottosviluppati e traditori che straparlano di Europa unita e cazzate simili; per quanto mi riguarda, il sogno di un’Europa unita è morto il giorno in cui sono morti Benito Mussolini e Adolf Hitler… Il resto è pattume che interessa solo le banche giudaiche ed i decerebrati di destra e sinistra che oggi vanno per la maggiore.
Quando sento parlare di Francia, il mio pensiero va all’infame Generale Juin, ovvero il criminale franceseche, a capo delle truppe africane dette “goumiers”, donò loro 50 ore di libertà di saccheggio e stupro in ciociaria, venendo premiato nel 1952 con il titolo di Maresciallo di Francia… Ecco il testo del volantino diffuso a suo tempo e tradotto in francese ed arabo:
«Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c’è un vino tra i migliori del mondo, c’è dell’oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete».
E se vogliamo restare a tempi più recenti, quando sento parlare di Francia mi viene in mente la cosiddetta dottrina Mitterand, grazie alla quale i lerci francesi hanno protetto per decenni i peggiori brigatisti rossi italiani lì fuggiti.
Quando sento parlare di Gran Bretagna, penso invece ai bombardamenti terroristici sulle città italiane e tedesche, sui civili inermi, nonché ai campi di concentramento che allestirono per sfruttare e fare crepare il maggior numero di italiani e tedeschi, soprattutto a guerra finita.
Infine, quando sento parlare di Spagna, penso ai vigliacchi franchisti che sfruttarono lo sforzo bellico italiano e tedesco per giungere al potere, salvo poi trasformarsi in una stupida dittatura clericale e destrorsa che rinnegò totalmente Fascismo e Nazionalsocialismo… Ecco il mio pensiero, scritto nel testamento di Hitler al giorno 10 febbraio 1945:
“Ci saremmo così potuti trovare legati per il meglio o per il peggio a un regime per il quale io ho ora, se possibile, meno simpatia che mai, un regime di profittatori capitalisti, fantocci della cricca clericale! Non perdonerò mai a Franco di non aver riconciliato gli spagnoli una volta terminata la guerra civile, di aver dato l’ostracismo ai Falangisti, a cui la Spagna deve riconoscenza anche per l’aiuto da noi dato, e di aver trattato come banditi gli ex avversari i quali erano ben lungi dall’essere tutti Rossi. Porre la metà di un Paese fuorilegge mentre una minoranza di saccheggiatori si arricchisce con la benedizione del clero, a spese degli altri, non è affatto una soluzione. Io sono certissimo che ben pochi dei cosiddetti Rossi, in Spagna, erano davvero comunisti. Fummo gravemente tratti in inganno, poiché se io avessi saputo qual era la vera situazione, non avrei mai consentito ai nostri aerei di bombardare e distruggere una popolazione affamata, re-insediando al contempo il clero spagnolo in tutti i suoi orribili privilegi”.
Detto in termini più semplici e concisi, se accade qualcosa agli Stati suddetti e ad altri tipo US-raele, non posso dire altro se non che in qualche modo se lo sono meritato, pur provando umana pietà per chi cade per colpa dei regimi nei quali vive, senza avere colpe dirette circa le azioni da essi intraprese.
CIR_Chi_contro_chi
Ma non divaghiamo e torniamo all’ISIS ed al cosiddetto terrorismo “islamico”; più volte nel passato ho dimostrato con semplici dati come questo terrorismo non sia affatto “islamico”, dato che la stragrande maggioranza dei morti sono stati proprio islamici, a fronte dei numerosissimi attentati a moschee Sciite in Africa ed Asia… E dato che ultimamente ho ben poca voglia di scrivere, dato che nessuno capisce nulla dell’argomento (purtroppo anche all’interno del MFLPSN), mi avvarrò di uno scritto trovato in rete che, seppure datato 2015, illustra in modo chiaro ed inequivocabile cos’è l’ISIS e chi si nasconde dietro di esso.
*********
Chi combatte chi, in medio oriente, e da noi. 09 Giugno 2015 – Scritto da Enrico Carotenuto.
Al di là delle cavolate che ci arrivano dai media di regime, siano essi tv o giornali, le notizie degli ultimi giorni possono rendere finalmente chiaro anche ai meno informati quale sia la realtà del problema ISIS.
Basta infatti esaminare gli schieramenti, ovvero le forze militari in campo, e le alleanze, per vedere come l’occidente, pressochè unito, appoggi senza riserve i sanguinari filo-wahabiti, mentre il mondo islamico “normale”, quello meno legato al blocco occidentale, sta combattendo disperatamente ed in maniera compatta contro l’ISIS.
Di qualche giorno fa, la notizia che l’Iran ha inviato ventimila soldati in Siria, a combattere al fianco delle forze di Assad. Allo stesso tempo, anche una brigata composta da 4000 palestinesi è arrivata in Siria per aiutare nella difesa di Damasco. Quindi, da una parte abbiamo: Siria, Iran e Palestina (Sunniti normali e Sciiti) che combattono insieme contro una forza per lo più mercenaria che si fa portatrice dei “valori” retrogradi della più retrograda interpretazione dell’Islam, quella Wahabita, ovvero Saudita, che come abbiamo potuto constatare ripetutamente, è ovviamente sostenuta economicamente dall’Arabia Saudita e dal Qatar. ISIS è aiutata più o meno implicitamente, anche da Israele.
Israele? Ma come? Non dovrebbero essere spaventatissimi dall’idea di un califfato retrogrado e sanguinario che cresce indisturbato a pochi km da loro?
Affatto. In realtà sono ben contenti di appoggiarli, in quanto:
a) per pura casualità non hanno mai torto un capello agli “infedeli” israeliani, e invece di avanzare verso Israele, avanzano verso Siria e Iran;
b) sono stati ferocissimi contro gli Hezbollah (Sciiti) e i loro amici palestinesi;
c) La prima cosa che hanno fatto è stata di scatenarsi contro la Siria, da sempre uno dei principali contrappesi allo strapotere militare d’Israele.
d) Sanno che una volta svolto il loro ruolo potranno essere spazzati via facilmente, togliendo loro i finanziamenti dall’Arabia, e bombardandoliper davvero, mica come fanno gli USA…
Insomma, quest’Isis è una mano santa anche per Israele.
L’ultimo tassello nello scacchiere mediorientale è il ruolo della Turchia. A sostegno dell’Isis fin dall’inizio. Infatti è da li che sono passate gran parte delle armi (armi NATO dall’Europa) dirette a quelli che allora si chiamavano i “ribelli” anti-Assad, e che si sono poi trasformati in ISIS. Ed è la Turchia che fa ancora da corriere, quando c’è da mandare le armi, sia attraverso il confine con la Siria, sia spedendole a mo’ di DHL dove servono all’ISIS: per
esempio in Libia.
Se a questi dati uniamo che:
a) Israele, Arabia Saudita e Qatar, nominalmente nemici storici, ormai vanno apertamente a braccetto;
b) che tutte e tre più la Turchia sono emanazioni dirette del blocco occidentale USA-Europa;
c) che Europa e Stati Uniti hanno creato le condizioni per l’esistenza e la sopravvivenza dell’ISIS, abbattendo uno dopo l’altro tutti i regimi che avrebbero fatto da ostacolo: Gheddafi in ibia, Ben Ali in Tunisia, Mubarak in Egitto, e (quasi) Assad in Siria;
d) Che Europa e USA fanno la guerra all’Isis solo a chiacchiere.
Non possiamo non giungere alla conclusione che questo “Terrore – Isis” sia un falso nemico, costruito a tavolino e supportato dallo stesso Occidente.
Ma perchè?
Sono anni che su queste pagine anticipiamo cosa sarebbe successo, fin dai tempi della “rivoluzione” egiziana. Ecco, ad esempio, cosa scrivevamo sulla Siria nel 2012, mentre i telegiornali parlavano di Assad-il-cattivone e di ribelli buoni e bravi.
Il perchè non è il controllo delle risorse (quelle erano già in mano agli stessi poteri). Il perchè è il controllo della  popolazione (occidentale ed orientale), quello che conta è avere una scusa credibile per dedicare le risorse planetarie non all’aumento del benessere, all’eliminazione della fame, ed a creare condizioni favorevoli all’ondata di risveglio delle coscienze che riguarda tutto il mondo, ma al suo esatto opposto: creare odio, povertà, disperazione, mantenere la fame nel mondo, distrarre fondi verso gli armamenti, ecc. Una strategia molto chiara per rallentare il risveglio delle coscienze.
Stanno combattendo “noi”. Noi che cerchiamo di essere meglio di come eravamo ieri. Tutti noi. Ragion per cui dobbiamo stare molto attenti, e guardare in faccia la realtà delle cose, senza farci prendere dai vortici di ansia/odio/paura, che sono l’unico scopo vero di queste manovre. Per combattere chi vuole tutto ciò, occorre essere diversi da come ci vorrebbero. Quindi niente paura, informiamoci, approfondiamo su tutto, dalla politica al cibo, dall’arte alla medicina, ma ricordiamoci sempre che quello che noi chiamiamo il risveglio delle coscienze è un fenomeno planetario, che sta crescendo a ritmi incredibili, e che è la grande notizia che nessun telegiornale ci darà mai. Che sono le forze oscure ad essere sulla difensiva e ad organizzare tutti questi disastri per cercare di mantenere la loro stretta sulle nostre menti ed i nostri cuori. Sono loro i primi ad avere paura, e sono loro che ne hanno di più. Per combatterli, basta che noi continuiamo a fare le cose che stiamo facendo, nel piccolo del nostro raggio d’azione. Che continuiamo a migliorare noi stessi, ad occuparci del bene fin dove possiamo arrivare. Che facciamo una piccola azione d’amore in più al giorno.
Magari alleniamoci facendone una piccola, che normalmente non faremmo, magari anche solo un sorriso di cuore al nostro capoufficio antipatico. Dobbiamo unire il cuore alla testa. La cosa che li spaventa di più.
**********
CIR_Isis_Iran
Capito? Terrorismo islamico che ben se ne guarda dall’attaccare Israele e che, mentre in Africa ed Asia attacca gli islamici sciiti, in Europa spara nel mucchio, senza prendersi la briga di selezionare gli obiettivi. Se proprio volessimo dare un’etichetta a questa specie di terrorismo targato ISIS, potremmo al massimo definirlo terrorismo sunnita, o meglio ancora, terrorismo Wahabita, non certo islamico tout court, così come della stessa ispirazione religiosa fu il cosiddetto terrorismo capeggiato da Bin Laden, anch’egli principe saudita vicino alla locale famiglia reale.
Ora, lasciamo perdere le tante correlazioni fra i servizi USraeliani ed i vari Bin Laden ed ISIS, e concentriamoci su un solo fatto: mentre il terrorismo arriva dall’Arabia Saudita, che ben se ne guarda dal prenderne le distanze, il mondo occidentale lobotomizzato dalla disinformazione voluta dalla lobby giudaica che controlla i “media”, considera come capi del terrorismo proprio quelli che fin dai tempi di Bin Laden ne presero le condannandolo, cioè l’Iran ed il mondo sciita in generale.
Ed i sauditi? Divenuti ottimi alleati degli USA durante il criminale attacco contro l’Iraq, questi barbari medioevali godono di una sorta di impunità per le tante nefandezze commesse all’interno, ed all’esterno, tanto che, di destra o di sinistra che si dicano, tutti i presidenti USA hanno fatto e fanno a gara per chi scodinzola meglio di fronte alla corte di Ryad; al seguente link potrete vedere l’abbronzato Obama in vista in Arabia Saudita, oltre ad unelenco di altri crimini e criminali:

http://www.controinformazione.info/arabia-saudita-i-criminisilenziosi-del-regime-saud/ 
U.S. President Barack Obama and first lady Michelle Obama stand with Saudi Arabia's King Salman (R) after arriving at King Khalid International Airport in Riyadh, January 27, 2015. Obama is stopping in Saudi Arabia on his way back to Washington from India to pay his condolences over the death of King Abdullah and to hold bilateral meetings with King Salman.   REUTERS/Jim Bourg     (SAUDI ARABIA - Tags: POLITICS ROYALS)

Ma se qualcuno, specie i tanti coglioni nostrani che hanno salutato l’elezione di Trump con grida di giubilo (insieme agli ebrei più integralisti, guarda caso), crede che sia cambiato qualcosa, vada a leggersi questo altro articolo più recente:

http://www.ilpost.it/2017/05/21/arabia-saudita-trump-foto/

trump-arabia-saudita1Dunque, il cosiddetto terrorismo islamico, che islamico non è, diventa l’alibi da gettare in pasto ai fessi per creare tensioni e distrarre l’opinione pubblica dalle tante porcate realizzate dai soliti noti… Tattica che, a ben vedere, è la stessa che si utilizzò (ed in parte si utilizza ancora) in Italia quando si straparlava di terrorismo “nero”, di bombe di chiara matrice fascista e balle simili. Loro mettevano le bombe, loro montavano i palchi dei comizi dai quali tuonare contro i “fascisti”, e nel frattempo, mentre i fessi sfilavano in corteo contro il “fascismo”, facevano passare Leggi inique, sfruttavano i popoli e magari andavano a “liberare” qualche Stato sovrano che chiedeva soltanto di vivere senza ingerenze giudaico -americane.
Del resto, non è difficile da capire: se nel mondo cristiano la chiesa dei Pentecostali decidesse di darsi al terrorismo, qualcuno accetterebbe la definizione di terrorismo cristiano in generale, oppure si pretenderebbe di precisare che solo un’infima minoranza di questo mondo commette atti terroristici? Quindi se il terrorismo è sunnita, o meglio, Wahabita, perché mai tutti si affannano a definirlo islamico?
Certo, queste sottili distinzioni non possono certo essere comprese dai cerebrolesi di estrema destra, che hanno eletto la giudea Oriana Fallaci a loro icona, ma fra quelli che hanno l’ardire di definirsi Fascisti e Nazionalsocialisti, ci si aspetterebbe analisi politiche, storiche e religiose un tantino più precise, nonché una netta presa di distanza dagli elementi di cui sopra, i quali cercano miseramente visibilità sfruttando guerre di religione ed occasioni varie legate all’invasione migratoria che stiamo subendo.
A proposito delle ingerenze US-raeliane nel cosiddetto terrorismo, possiamo poi trovare, con una semplice ricerca in rete, notizie come la seguente:

http://islamshia.org/libia-arrestato-agente-mossad-imam-moscheadellisis/
Libia: arrestato agente del Mossad “Imam” di una moschea e predicatore ISIS

Le autorità libiche hanno arrestato un “Imam” e predicatore di una moschea del gruppo terroristico DAESH (ISIS) che ha poi confessato di essere un agente dei servizi segreti israeliani, il Mossad. Secondo le autorità libiche il vero nome di predicatore Abu Hafs è Benjamin Efraim, un cittadino israeliano che opera in una delle unità speciali del Mossad che conducono operazioni di spionaggio nei paesi arabi e islamici.
Le autorità libiche hanno detto che la spia del Mossad ha iniziato la sua carriera in Libia, guidando un gruppo di 200 membri affiliato dell’ISIS e si poi è trasferito a Bengasi sotto la veste di predicatore.
Stando alle autorità libiche Abu Hafs aveva tentato di infiltrarsi in Egitto e alla guida di questo gruppo terroristico avevano minacciato di esportare la guerra nel paese arabo.
Quando il movimento terroristico di DAESH (ISIS) ha attaccato l’Iraq e conquistato Mosul tre anni fa, numerose fonti hanno parlato del ruolo di agenti del Mossad quali supervisori dei miliziani del gruppo terroristico takfiri.
Ovviamente, delle numerose fonti citate nell’articolo, nessuna è mai giunta fino ai mezzi di comunicazione occidentali, troppo presi dal montare la bufala del terrorismo “islamico”!
E se qualcuno avesse ancora dei dubbi, consiglio la lettura di qualche articolo di Maurizio Blondet, tipo questo:http://www.maurizioblondet.it/pentagono-pagato-falsivideo-al-qaeda-piu-altrifalsi/
Sullo stesso sito si possono vedere foto di presunti terroristi dell’ISIS ai quali spuntano tatuaggi dell’esercito USA e persino una stella di Davide al collo!
ISIS-guy-has-us-army-tattoo-photo
Ma anche volendo prescindere da tutto questo, basterebbe analizzare i tanti attentati compiuti in Europa, per capire che qualcosa non quadra nelle ricostruzioni dei mezzi di “informazione”. Abbiamo già visto che questo terribile Stato Islamico è nato esattamente in quei luoghi rasi al suolo e “liberati” dai criminali USA e dai loro alleati: Iraq, parte della Siria, ed ultimamente Libia; abbiamo anche visto che questi terroristi, stranamente, non attaccano in alcun modo lo Stato di Israele, né le comunità ebraiche sparse in Europa. Infine, abbiamo visto che la presunta guerra santa contro i cristiani viene condotta dall’ISIS non selezionando gli obiettivi in modo da colpire solo cristiani ed occidentali, ma uccidendo a casaccio gente che popola Stati come Francia, Gran Bretagna e Spagna, ovvero esempi di società multirazziali e multiculturali, ove sparare nel mucchio equivale a colpire certamente anche persone africane, asiatiche ed appartenenti a tutte le religioni, ivi compreso quell’Islam che i terroristi dicono di amare.
Riferendomi all’attentato di Nizza, se qualcuno si fosse preso la briga di verificare l’etnia delle vittime, si sarebbe accorto che se non la metà, poco meno di essa era composta da islamici e nordafricani vari, alcuni anche connazionali dello stesso attentatore.
Ora, qualcuno potrebbe spiegarmi perché questo terrorismo islamico fa tantissime vittime proprio fra gli stessi islamici, mentre ne fa poche fra i cristiani e nessuna fra gli ebrei? Infine, qualcuno potrebbe spiegarmi come si può conciliare l’idea di cellule organizzate ed addestrate dall’ISIS, con il dilettantismo dimostrato da quasi tutti i cosiddetti terroristi islamici? Possibile che uno spauracchio così potente ed organizzato utilizzi decerebrati totali, muniti non di armi vere, ma di coltelli da cucina, automezzi regolarmente noleggiati, finte cinture esplosive, pistole ad aria compressa e persino pistole sparachiodi? Qualsiasi delinquente di mezza tacca sa bene come procurarsi un’arma da fuoco, così come chiunque con una banale ricerca su internet potrebbe essere in grado di creare dell’esplosivo… E noi dovremmo credere a cellule organizzate che si recano ad un autonoleggio, con la loro carta di credito, per noleggiare un mezzo con cui realizzare un attentato? E dovremmo credere che non siano neppure in grado di procurarsi una pistola o un fucile, preferendo un coltello da cucina?
In alcuni casi, se non si trattasse comunque di fatti drammatici che hanno portato alla morte di svariate persone, si potrebbe parlare di situazioni esilaranti, tipo quella raccontata in occasione di uno dei recenti attentati: i terroristi volevano noleggiare un enorme camion, ma dato che la carta di credito non garantiva la copertura, hanno optato per un piccolo furgone!
E questi sarebbero gli agenti di un potente e temibile Stato Islamico organizzato? Ma neppure nel film “I soliti ignoti” si possono vedere delle cretinate simili!
Rimane da analizzare le persone di questi attentatori; tutti i mezzi di informazione sono concordi nel descriverli poco o nulla religiosi, alcuni pluripregiudicati per reati comuni, spesso dediti all’alcool (cosa che li renderebbe non Islamici in automatico!) e/o alla droga, appassionati di palestre e discoteche…
Peccato che l’estremista islamico tipico non abbia nulla a che fare con certi profili, i quali, spesso, caratterizzano proprio quegli elementi che i fanatici del Corano giustizierebbero all’istante se li avessero a tiro!
Chi sono questi elementi è presto detto: psicolabili che nulla hanno a che fare con la religione, eccitati da una certa propaganda martellante, che si improvvisano “eroi” dell’Islam per colorire una vita squallida da delinquenti… Falliti di ogni genere e tipo che per motivi più o meno reali hanno dei rancori nei confronti dello Stato che li ospita (o nel quale sono addirittura nati), e che compiono i loro atti criminali senza neppure sapere selezionare gli obiettivi scegliendo i presunti nemici di quell’Islam che fingono di rappresentare. In un paio di occasioni, qualcuno li ha imitati, cercando di investire con l‘auto dei fedeli islamici mentre uscivano da una Moschea… Ma i “media”, con molta rapidità, hanno escluso il terrorismo; si trattava di emulatori eccitati dai precedenti attentati.
Ora, chiedetevi: come mai i primi, che uccidono a casaccio, sono Islamici, mentre i secondi, che hanno selezionato con cura l’obiettivo, sono solo squilibrati?
Rispondete…!
Carlo Gariglio – Segretario Nazionale Movimento Fascismo e Libertà
Continue Reading